Bitcoin torna a $63,000 mentre si allentano le tensioni con l’Iran
Il rimbalzo segue futures Nasdaq più alti e meno panico intorno all’Iran. Il trading sui derivati resta però prudente, nonostante il recupero di Bitcoin ed Ether.

In breve
- Bitcoin è rimbalzato giovedì fino a $63,000, mentre Ether è salito a $1,755 e il mercato crypto ha recuperato il terreno perso a inizio settimana.
- Il movimento è arrivato dopo nuove tensioni legate all’Iran, ma il comparto ha reagito da livelli di ipervenduto e resta sopra il minimo di giugno.
- Sul fronte dei derivati l’atteggiamento è rimasto cauto, con volumi futures in calo e open interest sostanzialmente fermo su Bitcoin ed Ether.
Bitcoin ha proseguito il recupero nella giornata di giovedì, tornando a $63,000 (€55,200), mentre il resto del mercato crypto ha archiviato il ribasso di inizio settimana. Anche Ether ha messo a segno un rialzo, salendo a $1,755 (€1,540), in scia al miglioramento del sentiment sul rischio a Wall Street. I futures del Nasdaq 100 erano infatti in progresso del 2,6%, nonostante le nuove tensioni intorno all’Iran.
Il mercato si riprende in fretta
Il rialzo è arrivato dopo che il U.S. Central Command ha riferito di aver colpito 90 obiettivi militari nell’ultima ondata di attacchi aerei. Il tutto è avvenuto circa 24 ore dopo le parole di Donald Trump, che aveva dichiarato concluso il cessate il fuoco. La prima reazione all’escalation era stata una nuova vendita, ma poi il mercato crypto ha reagito da area oversold, proseguendo il forte recupero visto dall’inizio del mese.
Bitcoin si trova ora il 9% sopra la chiusura mensile di giugno. Anche alcune altcoin hanno fatto meglio delle principali monete, con Lighter ed ether.fi in rialzo di circa il 35% nello stesso periodo.
I derivati restano prudenti
Il recupero dei prezzi spot non ha trascinato con sé un aumento altrettanto marcato della leva. Il volume a 24 ore nel mercato dei futures crypto è sceso di quasi il 20% a $191 miliardi (€167 miliardi), mentre l’open interest è rimasto stabile intorno a $106 miliardi (€93 miliardi). Su Bitcoin, l’open interest nei grandi futures denominati in dollari e USDT è sceso da 272.000 BTC a 266.000 BTC, un segnale che i trader stanno mantenendo un approccio prudente in un contesto macro ancora volatile.
La stessa cautela si vede anche su Ether, XRP e Solana. Nel frattempo, l’open interest nei futures del token CC di Canton Network è salito per il terzo giorno consecutivo fino a 271 milioni di token, il livello più alto dal 31 maggio. Il movimento coincide con un prezzo in calo e può indicare un aumento delle posizioni short.
Perché conta
Per chi segue il mercato crypto dall’Europa, il punto centrale è che ancora una volta le criptovalute stanno mostrando quanto dipendano dal sentiment generale sul rischio. La combinazione di futures azionari in rialzo, volatilità in calo e un mercato dei derivati prudente suggerisce che, per ora, i trader stanno assumendo posizioni meno aggressive, anche se Bitcoin resta sopra il minimo di giugno. Per questo i prossimi dati macro e gli sviluppi geopolitici restano decisivi per il sentiment su Bitcoin ed Ether. In questo quadro, conta anche il fatto che il recente rimbalzo fosse già stato frenato da flussi ETF deboli e da un open interest in calo, a conferma di quanto il mercato resti sensibile alla mancanza di convinzione sia nei derivati sia nei fondi.