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L’uscita dagli ETF su Bitcoin continua il trend più lungo, ma un crollo di Borsa resta improbabile

L’uscita dagli ETF su Bitcoin va avanti da sei settimane, ma i segnali di mercato indicano che per ora un grande crollo non è all’orizzonte.

L’uscita dagli ETF su Bitcoin continua il trend più lungo, ma un crollo di Borsa resta improbabile

In breve

  • Gli ETF su Bitcoin registrano uscite da sei settimane di fila, il periodo più lungo dalla loro nascita nel gennaio 2024.
  • L’uscita settimanale è scesa da 1,72 miliardi di dollari a circa 227 milioni di dollari, segno di una pressione di vendita più bassa.
  • Un crollo di Borsa di oltre il 50% sembra improbabile secondo le analisi recenti, per via della correlazione moderata tra Bitcoin e S&P 500 e delle aspettative sugli utili positive.

L’uscita dagli ETF su Bitcoin va avanti ormai da sei settimane di fila, un periodo più lungo di qualsiasi altro da quando questi prodotti di investimento sono stati lanciati. Questo trend fa temere un possibile grande crollo di Borsa, anche per via della correlazione positiva, ma moderata, di Bitcoin con l’S&P 500. Però gli sviluppi recenti e le analisi indicano che una discesa di oltre il 50% al momento è improbabile.

Il periodo più lungo di uscita dagli ETF su Bitcoin

Da metà maggio, gli investitori istituzionali stanno ritirando denaro dagli ETF su Bitcoin ETF in modo continuativo per la prima volta così a lungo. Questo periodo di uscita di sei settimane supera i picchi precedenti del 2025 e dell’inizio del 2026, e può essere un segnale di prudenza tra i grandi operatori. Però l’uscita settimanale totale è scesa in modo netto da 1,72 miliardi di dollari a inizio giugno a circa 227 milioni di dollari a metà giugno, il che suggerisce che la pressione di vendita si stia allentando. Gli ETF su Bitcoin, dalla loro nascita nel gennaio 2024, sono diventati importanti veicoli di investimento istituzionale, con fondi come l’iShares Bitcoin Trust che gestiscono miliardi.

Bassa probabilità di un grande crollo di Borsa

La previsione di un crollo di Borsa di oltre il 50% dipende da quanto Bitcoin e i mercati azionari si muovono all’unisono. La correlazione tra Bitcoin e S&P 500 su sei mesi è di circa 0,468, il che indica una correlazione positiva moderata. Anche se un forte ribasso del mercato azionario può di solito avere un impatto anche su Bitcoin, analisti come Benjamin Cowen si aspettano piuttosto un minimo intorno a ottobre 2026 che un crollo brusco immediato. Inoltre, le aspettative sugli utili per l’S&P 500 quest’anno sono ancora positive, e questo rende meno probabile una recessione o un forte calo degli utili che potrebbe innescare un crollo.

Anche la struttura del mercato supporta uno scenario più moderato: su Binance la posizione short è più grande di quella long, e questo potrebbe portare a uno short squeeze se il prezzo di Bitcoin salisse. Inoltre, i dati sui detentori di lungo termine mostrano che stanno comprando Bitcoin proprio durante questa fase di debolezza, segno di fiducia nel valore di fondo.

Perché conta per gli investitori europei

Per gli investitori europei, questo sviluppo può indicare un periodo di volatilità più alta e di prudenza da parte degli operatori istituzionali. L’uscita prolungata dagli ETF su Bitcoin può suggerire una riallocazione nei portafogli, ma l’assenza di un trigger chiaro per un grande crollo di Borsa significa che una reazione di panico potrebbe non arrivare. Il comportamento dei detentori di lungo termine e i segnali di mercato fanno pensare che ci sia spazio per una stabilizzazione, cosa rilevante per chi segue il mercato crypto in Europa e valuta come i trend macroeconomici possano influire sulle proprie posizioni.

La recente uscita si inserisce in un raffreddamento più ampio della domanda istituzionale, come si era visto anche con l’afflusso dei digital asset treasury, che in precedenza era calato in modo marcato. Questo rende il trend attuale degli ETF ancora più importante per gli investitori che vogliono capire se la pressione di vendita sia soprattutto temporanea o parte di uno spostamento più ampio dei flussi di capitale.


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