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Le opzioni su Bitcoin guadagnano terreno nel mercato dei derivati

Le opzioni rappresentano ormai quasi il 60% dell’open interest nei derivati su bitcoin, anche grazie a una maggiore domanda istituzionale dopo gli spot Bitcoin ETF statunitensi.

Le opzioni su Bitcoin guadagnano terreno nel mercato dei derivati

In breve

  • Le opzioni su Bitcoin la scorsa settimana rappresentavano poco meno del 60% dell’open interest in tutti i derivati su bitcoin, contro circa il 50% a inizio anno.
  • Volmex vede questo spostamento come un cambiamento strutturale: i trader si concentrano più sulla gestione del rischio che su una semplice scommessa sulla direzione del prezzo.
  • La crescita delle opzioni si inserisce in un mercato più maturo, ma Bitcoin resta sensibile a forti movimenti intorno a livelli chiave come $87.500 e $90.000.

Le opzioni su Bitcoin stanno prendendo una quota sempre più grande del mercato dei derivati. Questo indica che i trader puntano meno solo sui movimenti di prezzo e più sulla gestione del rischio. Secondo Volmex, emittente dell’indice di volatilità del bitcoin BVIV, la scorsa settimana le opzioni rappresentavano poco meno del 60% dell’open interest in tutti i derivati su bitcoin. A inizio anno erano ancora intorno al 50%.

Più attenzione alla copertura

L’open interest è il valore totale dei contratti che i trader hanno aperto e non hanno ancora chiuso. In questo mercato rientrano i futures su bitcoin, i perpetual futures e sia le opzioni native su bitcoin sia le opzioni basate su ETF. Volmex definisce questo spostamento un cambiamento strutturale nel trading di bitcoin, in cui conta meno una semplice scommessa sulla direzione e di più la copertura del rischio.

Le opzioni offrono agli investitori più modi per proteggere la propria posizione, cercare un reddito extra o puntare su un grande movimento senza prendere in prestito denaro. Per questo le posizioni possono restare aperte più a lungo rispetto a una posizione con leva nei perpetual futures. Il prezzo delle opzioni dipende anche dalla volatilità attesa, qualcosa che indici come BVIV cercano di misurare.

Cosa dice questo su Bitcoin

La crescita delle opzioni si inserisce in uno spostamento più ampio nel mercato crypto, dove la gestione del rischio conta più della pura speculazione. A gennaio 2026 l’open interest nelle opzioni su bitcoin aveva già raggiunto i $65 miliardi (€58 miliardi), secondo una delle misurazioni di mercato fornite, superando per la prima volta i futures. Anche l’approvazione degli spot Bitcoin ETF statunitensi a gennaio 2024 ha portato più afflussi istituzionali, mentre la volatilità annuale nel 2025 si è attestata intorno al 42%.

Per chi segue le crypto in Europa, questo è rilevante perché un mercato dei derivati più maturo dice spesso di più su come il capitale professionale usa Bitcoin che non sul prezzo giornaliero in sé. Meno enfasi sui futures e più uso delle opzioni può indicare che i grandi operatori coprono la loro esposizione in modo più raffinato, anche se questo da solo non dice ancora nulla sulla direzione del prezzo.

Anche il recente calo delle oscillazioni si inserisce in questo quadro: La volatilità di Bitcoin scende al minimo degli ultimi 2,5 anni aveva già descritto quanto si sia stretta la fascia di prezzo.

Il prezzo resta sensibile

La volatilità più bassa si adatta a un mercato che, dall’arrivo degli spot Bitcoin ETF nel 2024, è diventato gradualmente più maturo. Eppure Bitcoin resta sensibile a forti movimenti. Sul grafico, la prima resistenza si trova intorno a $87.500 (€78.000), seguita da $90.000 (€80.200), un livello su cui su Deribit c’è molto open interest.


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