Bitcoin rimbalza, ma i derivati restano prudenti
Il mercato dei futures resta difensivo: open interest alto, put costose e 395 milioni di dollari in liquidazioni pesano sul sentiment, mentre le altcoin restano indietro.

In breve
- Bitcoin ha guadagnato lo 0,3% fino a 58.700 dollari dopo essere sceso a 57.700 dollari, il livello più basso da settembre 2024.
- Nelle ultime 24 ore sono stati liquidati 395 milioni di dollari in posizioni crypto futures, soprattutto long, mentre l'open interest dei futures su Bitcoin è salito a 768.000 BTC.
- Le altcoin sono rimaste deboli, anche se Jupiter è salita dell'11% e Stellar lumens del 17% nonostante il tono generale del mercato.
Bitcoin mercoledì ha provato a recuperare terreno dopo il forte ribasso di inizio giornata, ma il quadro di mercato resta ancora cauto. Il prezzo è salito dello 0,3% a 58.700 dollari (51.500 euro) dopo che, poco dopo la mezzanotte UTC, Bitcoin era sceso fino a 57.700 dollari (50.600 euro), il livello più basso da settembre 2024. Anche Ether è risalito a 1.580 dollari (1.390 euro), mentre i futures azionari statunitensi erano in calo e il sentiment sul rischio rimaneva debole.
I derivati restano difensivi
Sul fronte dei derivati, il recupero non è ancora convincente. Nelle ultime 24 ore sono stati liquidati 395 milioni di dollari (347 milioni di euro) in posizioni crypto futures, con un impatto soprattutto sulle posizioni long. Il movimento sotto i 58.000 dollari (50.900 euro) ha messo sotto pressione molte operazioni a leva.
C'è però un segnale da leggere con attenzione: l'open interest dei futures su Bitcoin è salito a 768.000 BTC, rispetto ai 740.000 BTC del giorno precedente. Questo indica più attività sul mercato, ma non necessariamente un cambio di impostazione in senso rialzista. I funding rate annualizzati restano intorno al 5%, mentre il cumulative volume delta a 24 ore è negativo, un dato che suggerisce una maggiore aggressività dei venditori rispetto agli acquirenti.
La domanda di protezione si vede anche fuori dal mercato spot. Su Deribit le put continuano a essere più care delle call su tutte le scadenze, mentre sull'OTC desk Paradigm è emersa domanda per una put su Bitcoin a settembre con strike a 50.000 dollari (43.900 euro). Flussi di questo tipo mostrano che i trader stanno ancora valutando spazio per ulteriori ribassi nel terzo trimestre.
Le altcoin restano fragili
La debolezza si vede soprattutto nel mercato delle altcoin, dove la liquidità è più sottile e i ribassi possono trasformarsi più facilmente in nuove ondate di liquidazioni. Mentre Bitcoin ed Ether hanno messo a segno un rimbalzo contenuto, il resto del mercato è rimasto indietro e l'Altcoin Season Index di CoinMarketCap è rimasto intorno a 48 su 100.
Dentro questo quadro debole non sono comunque mancate alcune eccezioni. Jupiter, il token DeFi legato a Solana (JUP), è salita dell'11% dalla mezzanotte UTC, con un volume giornaliero in aumento del 55%, mentre il total value locked è salito a oltre 20 milioni di SOL da 13,9 milioni di maggio. Stellar lumens (XLM) ha continuato a salire, passando da 0,168 dollari (0,15 euro) di domenica a 0,196 dollari (0,17 euro), per un rialzo del 17%.
Il tono debole si inserisce anche nel più ampio calo della domanda negli USA, dove la domanda di Bitcoin è sotto pressione da settimane e gli acquirenti istituzionali restano più prudenti.
Perché conta
Per chi investe in crypto dall'Europa, il punto chiave è che il mercato non guarda solo ai prezzi spot, ma anche a come vengono prezzate le posizioni con leva e le opzioni. Un open interest sui futures di Bitcoin vicino ai massimi, insieme a una domanda ancora forte di put, suggerisce che il posizionamento resta difensivo. Per questo i prossimi giorni di trading saranno importanti per chi segue il rapporto tra spot, futures e liquidazioni.