Bitcoin recupera fino a $62.800, quadro misto per gli altcoin
Ether rimbalza anche lui, ma derivati e altcoin mostrano ancora pochi segnali di recupero diffuso. Sono soprattutto i segnali misti su Bitcoin e Solana a tenere il mercato fragile.

In breve
- Bitcoin è tornato lunedì a $62.800, dopo essere sceso la scorsa settimana sotto i $58.000.
- Ether è risalito verso $1.760 dopo aver toccato un minimo vicino a $1.550, ma il rimbalzo resta delicato.
- Il quadro sugli altcoin resta disomogeneo: Lighter ha messo a segno un forte rialzo, mentre diversi token hanno perso tra il 5% e il 13%.
Bitcoin ha recuperato terreno lunedì fino a $62.800 (€54.900), dopo aver perso la settimana scorsa anche il livello dei $58.000 (€50.700) e aver segnato così il minimo da settembre 2024. Anche Ether ha reagito, tornando intorno a $1.760 (€1.540) dopo essere sceso fino a circa $1.550 (€1.350). L’avvio della settimana è quindi stato più solido per il mercato crypto, ma il recupero non sembra ancora stabile e tra gli altcoin il quadro resta nettamente frammentato.
Recupero dopo il forte calo
Il rimbalzo arriva dopo una fase in cui Bitcoin sembrava avviato verso un test dell’area dei $50.000 (€43.700). Sia Bitcoin sia Ether hanno accelerato domenica all’apertura dei futures, ma da mezzanotte UTC hanno già ceduto circa l’1% di quei guadagni. Il messaggio è chiaro: il mercato resta molto sensibile e può cambiare direzione rapidamente, soprattutto dopo una settimana di movimenti ampi.
C’è però un elemento che spicca: questa volta il movimento non segue in modo perfetto i mercati tradizionali. I futures sul Nasdaq 100 e sull'S&P 500 sono infatti in rialzo, con progressi rispettivamente di circa l'1% e dello 0,5% dopo il lungo weekend. Per chi opera sulle crypto, è un altro promemoria del fatto che Bitcoin e il mercato digitale nel suo complesso non si muovono sempre in sintonia con le azioni. Il quadro è coerente con Bitcoin resta indietro rispetto alle azioni, ma gli analisti vedono un recupero, dove gli analisti avevano descritto la debolezza recente come temporanea.
I derivati restano misti
Anche sul fronte dei derivati non emerge ancora una direzione netta. L'open interest su Bitcoin, Ether, Solana e XRP è rimasto quasi fermo nelle ultime 24 ore, probabilmente anche per effetto del weekend festivo prolungato negli Stati Uniti. Sul solo Bitcoin, i segnali continuano a essere contrastanti: i funding rate positivi indicano un posizionamento rialzista, ma la cumulative volume delta a 24 ore resta negativa, segno che la pressione in vendita è stata più forte.
Anche la volatilità implicita di Bitcoin ed Ether continua a scendere dopo cali a doppia cifra su base settimanale. In pratica, il mercato si aspetta meno scossoni, anche se su Deribit le put restano più costose delle call. Il differenziale però si è ridotto rispetto all’inizio del mese scorso, mentre gli strike più scambiati restano la put a $60.000 (€52.400) e la call a $70.000 (€61.100).
Gli altcoin si muovono in direzioni diverse
Tra gli altcoin il quadro è ancora più irregolare. Lighter (LIT) si è messo in evidenza con un rialzo di oltre il 50% nell’ultima settimana e un ulteriore 13,5% nelle ultime 24 ore. Il token nativo dell’exchange decentralizzato di derivati sta beneficiando di un aggiornamento della tokenomics, mentre secondo DefiLlama la DEX ha registrato 40 miliardi di dollari (€34,9 miliardi) di volumi negli ultimi 30 giorni.
Per altri token, invece, il tono è decisamente più debole. L'indicatore altcoin season di CoinMarketCap è salito lunedì a 52 su 100, il livello più alto degli ultimi tre mesi, ma questo non significa che il mercato stia partecipando in modo uniforme al rialzo. Una parte del comparto, tra cui JITO, BEAT e STABLE, ha infatti perso tra il 5% e il 13% nell’ultima settimana. Per chi segue il mercato crypto dall’Europa, è un segnale utile: un indicatore in miglioramento sugli altcoin non basta ancora a parlare di appetito per il rischio diffuso, ma piuttosto di una rotazione selettiva all’interno del mercato.