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Il Sharpe Ratio di Bitcoin scende ai minimi dal 2022

CryptoQuant segnala che lo Sharpe Ratio a 365 giorni di BTC è sceso a -21, un livello insolitamente profondo che indica una performance corretta per il rischio molto debole.

Il Sharpe Ratio di Bitcoin scende ai minimi dal 2022

In breve

  • Bitcoin è già in calo del 28% quest’anno e lo Sharpe Ratio è sceso a -21 a fine giugno, il livello più basso dalla fine del 2022.
  • Uno Sharpe Ratio negativo significa che la volatilità di Bitcoin in quel periodo non è stata compensata da un rendimento adeguato.
  • Storicamente, livelli simili dello Sharpe Ratio hanno spesso coinciso con i minimi dei bear market nel 2015, nel 2019 e nel 2022.

Bitcoin ha già perso il 28% da inizio anno e il dato emerge ancora più chiaramente se si guarda allo Sharpe Ratio. L’indicatore, usato dagli investitori professionali per valutare il rapporto tra rendimento e rischio, è sceso a -21 a fine giugno, toccando il livello più basso dalla fine del 2022.

Forte calo per BTC

Secondo i dati di CryptoQuant, lo Sharpe Ratio rolling a 365 giorni di Bitcoin è sceso di recente poco sotto -20. Per chi investe, un valore così basso e negativo indica che la volatilità aggiuntiva di BTC in quel periodo non è stata ripagata da un rendimento adeguato. In pratica, il risultato è stato persino peggiore di quello che avrebbe potuto offrire un asset privo di rischio, come un titolo di Stato americano a 10 anni, che di recente rendeva intorno al 4,45%.

Lo Sharpe Ratio è stato ideato dal premio Nobel William F. Sharpe ed è uno degli strumenti più usati per misurare la performance corretta per il rischio. Il calcolo parte dal rendimento totale, sottrae il tasso privo di rischio e divide il risultato per la volatilità. Più il valore è alto, migliore è il rendimento ottenuto per ogni unità di rischio; quando invece il dato è negativo, significa che gli investitori non sono stati compensati per quella volatilità.

Perché conta per gli investitori

Per gli operatori professionali, Bitcoin non si guarda solo in termini di distanza dai massimi. Conta anche quanto capitale viene esposto e, soprattutto, quanto rendimento arriva rispetto al rischio assunto. È proprio per questo che una metrica come lo Sharpe Ratio resta utile, soprattutto in un mercato in cui oscillazioni brusche dei prezzi sono la norma.

Il livello attuale è molto basso, ma non è un unicum nella storia di BTC. Nel quadro di dieci anni, Bitcoin mostrava comunque uno Sharpe Ratio di 0,85, superiore a quello dell’S&P 500, fermo a 0,54, e dell’oro, a 0,28. Allo stesso tempo, negli anni precedenti il rapporto ha mostrato forti variazioni, con un picco di 2,33 nel 2014 e un valore di 0,97 negli ultimi cinque anni.

Segnale storico di minimo

Uno Sharpe Ratio vicino a -20 è un evento raro e, in passato, ha spesso accompagnato fasi in cui la pressione dei venditori stava esaurendosi. Nel 2015, nel 2019 e nel 2022, livelli simili hanno coinciso con i minimi dei bear market e con successive inversioni di tendenza molto marcate. Per questo, il dato attuale va letto soprattutto come un segnale da tenere d’occhio sul rapporto rischio-rendimento di Bitcoin, senza trasformarlo automaticamente in una previsione di prezzo.

Nel frattempo, Bitcoin continua a essere sotto pressione per la domanda istituzionale debole. Il quadro si inserisce nel contesto dei deflussi record dagli ETF, dove i dati on-chain e i flussi dei fondi indicavano insieme una fase profonda di capitolazione.


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