Bitcoin scivola verso $59.500: i deflussi dagli ETF pesano sull’avvio di luglio
Il calo del prezzo coincide con deflussi record dagli spot Bitcoin ETF statunitensi, incluso l’IBIT di BlackRock. Ora i trader guardano alla neckline intorno a $55.298.

In breve
- Bitcoin apre luglio intorno a $59.500 e il quadro tecnico lascia spazio a ulteriori ribassi.
- A giugno gli spot Bitcoin ETF statunitensi hanno registrato circa $4,06 miliardi di deflussi, il dato mensile più alto dal lancio.
- Una rottura sotto $55.298 confermerebbe il pattern head and shoulders sul grafico a tre giorni.
Bitcoin apre luglio sotto pressione, con il prezzo intorno a $59.500 (€52.200) e un’impostazione tecnica che continua a favorire lo scenario ribassista. A pesare sul mercato crypto ci sono anche una domanda on-chain più debole e il più forte deflusso mai visto finora dagli spot Bitcoin ETF.
Giugno debole, tono già segnato
Il contesto stagionale rende il quadro ancora più interessante. Di solito giugno è un mese favorevole per Bitcoin, con una media di +5,90 per cento e una crescita mediana del 2,49 per cento. Nel giugno 2026, però, la dinamica è stata opposta: Bitcoin ha perso circa il 19 per cento, dopo un maggio già negativo chiuso a -3,57 per cento.
Il 2026 si sta quindi muovendo in netta controtendenza rispetto al 2025, quando maggio e giugno si erano chiusi entrambi in territorio positivo. Il prezzo, inoltre, si inserisce in una fase più ampia di volatilità, con un mercato che dalla primavera fatica a ritrovare lo slancio precedente.
Sul grafico a tre giorni, Bitcoin resta dentro un pattern head and shoulders, una figura ribassista che tende a svilupparsi verso la neckline. Tra il 15 e il 24 giugno i volumi di vendita sono aumentati in modo marcato, facendo salire il rischio di un nuovo breakdown. Una discesa sotto $55.298 (€48.500) confermerebbe il pattern.
Deflussi dagli ETF e whale
Oltre all’analisi tecnica, il flusso di capitale resta un elemento chiave. Secondo i dati di mercato, gli spot Bitcoin ETF statunitensi hanno chiuso giugno con circa $4,06 miliardi (€3,6 miliardi) di deflussi, il ritiro mensile più pesante da quando questi prodotti sono stati lanciati. Tra maggio e giugno, i deflussi hanno superato quota $7 miliardi (€6,1 miliardi), un segnale chiaro di peggioramento del sentiment in tempi molto rapidi.
Conta anche chi sta uscendo dal mercato. Nella settimana dal 22 al 26 giugno, l’iShares Bitcoin Trust di BlackRock ha pesato per il 73 per cento dei $1,79 miliardi (€1,6 miliardi) usciti dagli spot Bitcoin ETF statunitensi. Un dato che mostra quanto la pressione di vendita sia diventata diffusa, coinvolgendo anche i prodotti più grandi e più seguiti.
On-chain, la Bitcoin exchange whale ratio, che mette a confronto i maggiori afflussi verso gli exchange con il totale, indica un’ulteriore pressione. L’indicatore è salito fino a un massimo locale vicino a 0,69. In passato, un picco simile aveva preceduto un calo da $63.481 (€55.700) a $59.501 (€52.200), motivo per cui i trader stanno monitorando questo segnale con particolare attenzione.
Cosa significa per l’Europa
Per chi investe in crypto in Europa, il punto centrale è che Bitcoin continua a guidare la direzione dell’intero mercato. Se i flussi sugli spot ETF negli Stati Uniti dovessero restare deboli, anche il sentiment europeo potrebbe risentirne, soprattutto in una fase in cui l’allocazione istituzionale pesa sempre di più. Allo stesso tempo, non è semplice capire se il movimento attuale sia solo un ritracciamento o l’inizio di una fase più fragile, quindi nelle prossime settimane l’attenzione sarà tutta sui livelli chiave: tenuta o rottura diranno molto sul prossimo passo del mercato.