Bitcoin mette alla prova i $69,000 mentre afflussi ETF e dubbi si scontrano
Gli spot Bitcoin ETF stanno attirando di nuovo capitali, ma il Coinbase premium negativo mostra che i trader professionali restano ancora cauti. Finché BTC resta sotto circa $69,000, il rally rimane fragile.

In breve
- Bitcoin ha superato per un attimo i $66,800, toccando il livello più alto da oltre un mese, prima di restituire parte del rialzo.
- Dal 14 luglio gli spot Bitcoin ETF hanno raccolto circa $981.2 milioni di afflussi netti, dopo i mesi più deboli di maggio e giugno.
- I trader professionali restano guardinghi; finché Bitcoin resta sotto i $69,000, il mercato continua a dubitare della ripresa.
Bitcoin questa settimana ha fatto un salto sopra i $66,800 (€58,600), segnando il livello più alto da oltre un mese, ma poi ha perso parte del terreno guadagnato. Nel frattempo, gli afflussi sugli spot Bitcoin ETF stanno tornando a farsi vedere, mentre i trader professionali continuano a muoversi con prudenza. Il punto, quindi, resta lo stesso: siamo davanti a un minimo di mercato oppure solo a un bear-market rally destinato a esaurirsi più avanti?
Gli afflussi ETF tornano a salire
Dopo un periodo debole tra maggio e giugno, il flusso di capitali attraverso il canale ETF ha ricominciato a cambiare direzione. Secondo Santiment, nelle sette sedute di trading successive al 14 luglio sono entrati nel mercato circa $981.2 milioni (€861 milioni) di afflussi netti. Si tratta di un’inversione netta rispetto ai deflussi precedenti, anche se una sequenza del genere non basta, da sola, a dire che il trend sia già destinato a proseguire.
L’ultima volta che si era vista una serie simile di afflussi, Bitcoin aveva poi avviato il rally di ottobre 2025. Per questo la ripresa attuale è interessante, ma non necessariamente solida. Il mercato ha già mostrato più volte che la sola domanda sugli ETF non è sufficiente a confermare un cambio di tendenza più ampio.
I desk professionali restano in attesa
Sotto la superficie, il quadro resta tutt’altro che lineare. Il Coinbase Premium Index è rimasto negativo per oltre 900 ore cumulative, il periodo più lungo degli ultimi due anni. Un premium negativo segnala che la domanda su Coinbase è più debole rispetto a Binance, oppure che su quella piattaforma la pressione di vendita è più forte.
L'analista Darkfost ha collegato questo atteggiamento prudente a un’inflazione ancora ostinata, al petrolio più caro e a una Fed meno trasparente sotto il nuovo presidente. Secondo lui, questa combinazione continua a sostenere la pressione di vendita da parte degli istituzionali. Il risultato è una divaricazione evidente: gli acquirenti ETF stanno tornando, ma la domanda spot più ampia degli operatori professionali non sta ancora confermando la ripresa.
Perché conta per l'Europa
Per chi segue il mercato crypto in Europa, questo passaggio è rilevante perché Bitcoin viene sempre più trattato come un asset macro, non solo come una moneta digitale a sé stante. In questo quadro pesa anche il legame con i mercati tradizionali: dopo l’approvazione degli spot ETF a gennaio 2024, l’integrazione istituzionale è cresciuta e la correlazione con l’S&P 500 si è rafforzata. Di conseguenza, il movimento di Bitcoin non racconta solo una storia crypto, ma dice anche qualcosa sulla propensione al rischio nei mercati più ampi.
Grayscale ha delineato questa settimana due chiavi di lettura per la fase attuale: da un lato il ciclo quadriennale legato all’halving, dall’altro i fattori macro come la politica della Fed e i tassi reali. Glassnode, invece, ha mantenuto un approccio più cauto e ha definito il recupero un bear-market rally finché il mercato non dimostrerà il contrario. Finché Bitcoin resta sotto la Short-Term Holder Cost Basis, intorno ai $69,000 (€60,600), il dubbio rimane; un ritorno convincente sopra quel livello potrebbe aprire spazio verso i $84,000 (€73,700), mentre un nuovo rifiuto potrebbe riportare il prezzo verso la zona dei $63,000 (€55,300).
La ripresa recente si inserisce anche nel quadro descritto da Bitcoin resta bloccato intorno ai $65,000 per l'inflazione da AI, dove tassi più alti e inflazione persistente avevano già limitato il margine di salita. Per questo il ritorno della domanda ETF è un segnale da seguire, ma non ancora una conferma definitiva.