Finst

BitMine blocca l'87% della sua riserva di Ethereum

BitMine usa la sua rete di validatori MAVAN per generare rendimento dalla treasury, mentre lo staking tramite gli Ethereum ETF e gli operatori istituzionali continua a crescere.

BitMine blocca l'87% della sua riserva di Ethereum

In breve

  • BitMine ha messo in staking altri 150.120 ETH, per un valore di circa $278 milioni.
  • La posizione totale di Ethereum in staking dell'azienda arriva così a 5.067.309 ETH, per un valore di circa $9.38 miliardi.
  • In totale, ora l'87,4% dell'intera riserva di ether di BitMine è bloccata nella rete dei validatori.

BitMine Immersion Technologies ha aggiunto altri 150.120 Ethereum (ETH) al proprio staking, per un controvalore di circa $278 milioni (€241 milioni). Con questa operazione, il totale sale a 5.067.309 ETH, pari a circa $9.38 miliardi (€8.1 miliardi), cioè l'87,4% dell'intera riserva di ether detenuta dall'azienda. Il dato conferma in modo piuttosto netto che la società crypto di Tom Lee considera Ethereum più come una scelta strategica di tesoreria che come una posizione tattica di breve periodo.

Gran parte dello stack bloccata

La transazione è stata individuata il 4 agosto dall'account di analisi on-chain Lookonchain. Mettere in staking significa vincolare i token nella rete dei validatori di Ethereum invece di tenerli semplicemente in un crypto wallet. In cambio, i validatori ricevono ricompense, ma gli asset restano esposti alle variazioni di prezzo per tutto il periodo in cui sono bloccati.

Il fatto che BitMine abbia ora vincolato quasi nove decimi della propria posizione in Ethereum mostra quanto stia puntando su questa impostazione. L'azienda utilizza la Made in America Validator Network, o MAVAN, una piattaforma istituzionale sviluppata da BitMine per generare rendimento dalla sua treasury in Ethereum. In prospettiva, la società vuole aprire questa infrastruttura anche a clienti esterni.

In linea con il trend più ampio di Ethereum

La mossa arriva in una fase in cui lo staking di Ethereum è sempre più centrale nel mercato. All'inizio del 2026, secondo i dati di mercato, circa 35,8 milioni di ETH, quasi il 30% dell'offerta in circolazione, risultavano bloccati nella rete, sostenuti da circa 1,1 milioni di validatori attivi. Anche la Ethereum Foundation, a febbraio, ha avviato una propria Treasury Staking Initiative con circa 70.000 ETH per ottenere rendimento nativo.

Anche per gli investitori istituzionali l'accesso è diventato più semplice. Con l'arrivo degli ETF di Ethereum con staking, come l'ETHB di BlackRock a marzo 2026, gli operatori professionali possono partecipare allo staking attraverso strumenti regolamentati, senza dover gestire direttamente la custodia degli ETH. Nel frattempo, nel 2025 la rete ha ricevuto diversi aggiornamenti, tra cui Pectra e Fusaka, che hanno migliorato i limiti dei validatori, la gestione degli account e la scalabilità di Layer 2.

Nel frattempo, BitMine continua ad accumulare in modo aggressivo. In un recente aggiornamento, l'azienda ha comunicato che la sua treasury in Ethereum aveva già raggiunto quasi 5,8 milioni di ETH, costruendo così una delle più grandi posizioni pubbliche in ETH al mondo.

Perché conta

Per chi segue il mercato crypto in Europa, BitMine è un esempio di quanto lo staking sia ormai diventato rilevante anche sul fronte istituzionale di Ethereum. Se sempre più operatori bloccano i propri ETH, la liquidità delle riserve liberamente scambiabili può ridursi, anche se questo non basta da solo a indicare la direzione del prezzo. Il punto, però, è chiaro: per un numero crescente di soggetti Ethereum non è soltanto un asset da trading, ma anche una rete capace di generare rendimento.


Avvertenza: Questo contenuto ha esclusivamente scopo informativo e non costituisce consulenza finanziaria, di investimento, legale o fiscale. Le informazioni fornite possono essere incomplete, inesatte o non aggiornate e non devono essere considerate come riferimento decisionale. Nulla su questo sito web deve essere considerato una raccomandazione ad acquistare, vendere o detenere criptovalute. Investire in cripto-asset comporta rischio di perdita.