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Bitmine rallenta gli acquisti di Ethereum per un buyback da 86 milioni di dollari

Bitmine tiene la sua treasury in ETH a quasi il 5% della supply circolante, ma ora sta mettendo più capitale in un programma di buyback da 4 miliardi di dollari.

Bitmine rallenta gli acquisti di Ethereum per un buyback da 86 milioni di dollari

In breve

  • Bitmine ha acquistato la scorsa settimana 7.430 ether per circa 14 milioni di dollari, segnando un rallentamento rispetto al ritmo precedente degli acquisti di ETH.
  • La riserva di ETH è arrivata a 5,78 milioni di ETH, pari a circa il 4,8% della supply circolante.
  • La società crypto sta destinando più capitale al riacquisto di circa 5,5 milioni di azioni proprie all’interno di un programma di buyback da 4 miliardi di dollari.

Bitmine ha acquistato 7.430 ether nella scorsa settimana, per un controvalore di circa 14 milioni di dollari (12,2 milioni di euro). Il dato conferma un rallentamento rispetto al ritmo degli acquisti di ETH visto nei mesi precedenti. Intanto, la società crypto sta dirottando più capitale verso il riacquisto di azioni, mentre la sua Ethereum-treasury si avvicina alla soglia del 5% della supply circolante.

Meno ETH, più buyback

Secondo un aggiornamento pubblicato lunedì, le riserve di Bitmine sono salite a 5,78 milioni di ETH, pari a circa il 4,8% della supply circolante di Ethereum. Si tratta di uno dei ritmi settimanali più contenuti da quando l’azienda ha avviato la sua strategia di treasury nel giugno 2025. Per dare un’idea, a maggio Bitmine aveva acquistato in una sola settimana oltre 111.000 ETH e, nella prima parte dell’anno, gli acquisti settimanali erano spesso nell’ordine di decine di migliaia di token.

Il presidente Thomas "Tom" Lee ha spiegato che il rallentamento è legato al riacquisto di circa 5,5 milioni di azioni proprie, effettuato a un prezzo medio di 15,62 dollari (14 euro). L’operazione rientra in un programma di buyback da 4 miliardi di dollari (3,5 miliardi di euro) già approvato in precedenza. Lee ha anche ricordato che Bitmine ha continuato ad acquistare ETH ogni settimana da quando è partita la strategia di treasury.

La treasury resta centrata su ETH

Bitmine ha comunicato che, domenica, il valore complessivo delle sue holdings era pari a 11,5 miliardi di dollari (10,1 miliardi di euro). Oltre alla posizione in ETH, la società deteneva 207 bitcoin, 385 milioni di dollari (337 milioni di euro) in cash e titoli negoziabili, una partecipazione da 180 milioni di dollari (157 milioni di euro) in Beast Industries e un investimento da 58 milioni di dollari (50,7 milioni di euro) in Eightco Holdings.

L’azienda continua anche a generare ricavi dallo staking. Bitmine ha detto di aver messo in staking 4,92 milioni di ETH, pari a circa l’85% delle proprie holdings, con un rendimento annuo stimato di circa 247 milioni di dollari (216 milioni di euro) tramite la piattaforma di staking MAVAN. Il quadro si inserisce in una tendenza più ampia, con società quotate che usano le crypto come parte centrale del bilancio, un po’ come MicroStrategy ha costruito la propria esposizione a Bitcoin. In precedenza BitMine aveva già indicato che i ricavi da staking avevano contribuito in modo significativo alla crescita del fatturato, come emerso in questo aggiornamento trimestrale.

Perché conta

Per chi segue il mercato crypto in Europa, il punto più interessante è che un’azienda di queste dimensioni stia immobilizzando così tanto ETH e, allo stesso tempo, continui a fare buyback. Se una parte rilevante della supply viene messa in staking, la quantità effettivamente disponibile sul mercato può ridursi ancora di più. Allo stesso tempo, Bitmine mostra che le società con treasury in crypto non guardano solo all’andamento dei prezzi, ma anche a come distribuire il capitale tra asset digitali e azioni proprie.


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