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Bond Labs costruisce una banca per gli AI agent su 0G

Bond collega DeFi, IBAN on-chain e carte Visa ad AI agent autonomi. Con il supporto di 0G Labs, la piattaforma punta a mettere insieme liquidità e compliance.

Bond Labs costruisce una banca per gli AI agent su 0G

In breve

  • Bond Labs porta su 0G una piattaforma DeFi pensata per gli AI agent, che possono fare trading, prendere in prestito, prestare e trasferire denaro.
  • La piattaforma mette insieme una DEX, perpetuals, lending e borrowing, con in arrivo anche funzioni da neobank come accesso IBAN e carte di debito Visa.
  • 0G Labs sostiene il progetto con un programma di incentivi da $10 milioni, un investimento da $3,5 milioni e un obiettivo TVL da $50 milioni.

Bond Labs prova a fare un passo in più: non vuole limitarsi a dare agli AI agent strumenti di supporto, ma costruire per loro una vera infrastruttura finanziaria. La società blockchain ha infatti lanciato su 0G una piattaforma DeFi che, almeno in teoria, consente agli agent autonomi di fare trading, prendere in prestito, prestare, spostare fondi e, in una fase successiva, anche effettuare pagamenti sia in crypto sia tramite i rail tradizionali.

Da assistente ad attore

Il momento scelto non è casuale. Nel settore finanziario l’agentic AI sta già entrando in una fase di adozione più ampia e, secondo la Cambridge Judge Business School, quest’anno il 52% delle società finanziarie stava lavorando attivamente alla sua adozione, mentre il 23% era già in fase di scaling o trasformazione. In questo contesto diventa ancora più rilevante capire come un software capace di ragionare e agire possa accedere in modo sicuro all’infrastruttura finanziaria.

Bond cerca di rispondere proprio a questa esigenza. La piattaforma integra uno spot decentralized exchange, un perpetuals exchange e mercati di lending e borrowing. A questo si aggiunge un livello da neobank con fiat on e off-ramp, trasferimenti internazionali, accesso IBAN on-chain, carte di debito Visa e conti remunerati.

L’idea di fondo è piuttosto lineare: se gli AI agent iniziano davvero a prendere decisioni economiche, non basta una semplice finestra di prompt. Servono liquidità, esecuzione, mercati del credito, identità, strumenti di pagamento e gestione del rischio. Bond prova a riunire tutti questi elementi in un unico ambiente.

Il supporto di 0G Labs

Il lancio arriva con il sostegno diretto di 0G Labs. Bond afferma di poter contare su un programma di incentivi da $10 milioni (€8,8 milioni), su un investimento diretto da $3,5 milioni (€3,1 milioni) e su un obiettivo TVL da $50 milioni (€43,9 milioni). Il programma di incentivi durerà 12 mesi e sarà tracciato on-chain; anche i trade eseguiti dagli AI agent rientreranno nel meccanismo delle ricompense.

Per Bond, questa liquidità è il punto chiave. Senza una profondità sufficiente, una piattaforma per agent rischia di restare poco più di un’interfaccia; con liquidità adeguata, invece, gli agent possono davvero piazzare ordini, usare prestiti e muovere valore senza che una persona debba autorizzare ogni singolo passaggio.

Il CEO Taweh Beysolow descrive l’infrastruttura frammentata come il principale ostacolo per gli AI agent che gestiscono denaro. Michael Heinrich di 0G Labs, invece, inquadra Bond come parte di una più ampia economia AI, in cui gli agent autonomi possono usare i servizi finanziari allo stesso modo degli utenti umani.

Perché è importante

Per chi segue il settore crypto in Europa, l’aspetto più interessante è che iniziative di questo tipo spingono ancora più avanti il confine tra DeFi e pagamenti tradizionali. Bond collega l’esecuzione crypto a elementi come l’accesso IBAN e le carte, rendendo il tema di compliance, custody e autorizzazione dell’utente molto più concreto rispetto a quello di una normale app DeFi.

Allo stesso tempo, cresce anche l’attenzione delle autorità di vigilanza. Il Financial Stability Board aveva già avvertito che l’AI si sta diffondendo su AML, KYC, rilevamento frodi, rischio di credito, cybersecurity, portfolio management e compliance. La Bank of England ha inoltre osservato che, in futuro, gli agent autonomi potrebbero eseguire transazioni e amplificare la volatilità se molti sistemi reagissero in modo simile.

Il tema si collega anche a esperimenti più ampi sull’accesso ai pagamenti per gli agent. Per esempio, i pagamenti con AI tramite Visa hanno già ottenuto un proprio livello infrastrutturale, con funzioni di identità e pagamento pensate per software in grado di agire per conto degli utenti.

Sicurezza e governance

Bond sostiene di adottare un approccio security-first e di aver fatto auditare gli smart contract da Hashlock. È un passaggio rilevante, perché le piattaforme DeFi restano esposte a exploit, errori degli oracle, rischi dei bridge, shock di liquidità e incentivi progettati male.

La questione più delicata, però, resta quella della governance. Se un AI agent esegue un trade, approva un pagamento o prende in prestito contro collateral, deve essere chiaro chi esprime il consenso, quali limiti sono previsti e chi interviene se qualcosa va storto. È proprio su questo punto che il mercato dovrà dimostrare se la finanza autonoma è davvero qualcosa di più di un semplice esperimento tecnico.


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