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Il mercato obbligazionario torna a scommettere su un rialzo della Fed, Bitcoin sotto pressione

I trader obbligazionari stanno di nuovo prezzando un rialzo della Fed, e questo potrebbe pesare sulla liquidità. Anche i flussi degli spot Bitcoin ETF restano un indicatore chiave per il mercato.

Il mercato obbligazionario torna a scommettere su un rialzo della Fed, Bitcoin sotto pressione

In breve

  • I trader obbligazionari stanno di nuovo prezzando un rialzo dei tassi della Federal Reserve, forse già a settembre o ottobre.
  • Bitcoin è quindi sotto pressione, perché tassi più alti e meno liquidità sono storicamente sfavorevoli per gli investimenti rischiosi.
  • I flussi degli spot Bitcoin ETF restano importanti; a luglio, nonostante i timori sui tassi, c’è stato invece un afflusso notevole.

I trader obbligazionari stanno tornando a puntare su un rialzo dei tassi della Federal Reserve, e per Bitcoin questo si traduce in nuova pressione. È un segnale che il mercato crypto non vedeva dal 2023: oggi le probabilità indicano un aumento di un quarto di punto percentuale entro dicembre, con settembre o ottobre come possibili passaggi intermedi. Per Bitcoin è un elemento da non sottovalutare, perché l’asset ha sempre mostrato sensibilità alle fasi in cui la Fed stringe la politica monetaria.

Il mercato vira verso una politica più restrittiva

Il cambio di tono non è arrivato all’improvviso. L’inflazione resta sopra il target del 2% da cinque anni, il petrolio è tornato a salire dopo il fallimento dell’accordo con l’Iran e la spesa legata all’AI continua a dare sostegno all’economia. I dati sull’inflazione di giugno, più deboli del previsto, avevano offerto un po’ di sollievo, ma quel margine si è chiuso rapidamente quando le attese sui tassi hanno ripreso a salire.

In sostanza, il mercato continua a pensare che la partita contro l’inflazione non sia ancora chiusa. Bloomberg ha riportato che i trader sui titoli di Stato, insieme al presidente della Fed Kevin Warsh, stanno ora valutando una nuova fase di stretta monetaria. È un gruppo osservato con grande attenzione, perché è quello che mette capitale reale sulle aspettative sui tassi.

Perché Bitcoin reagisce a questo scenario

Un rialzo dei tassi sarebbe il primo dal 2023. Nell’ultimo ciclo di stretta, Bitcoin è sceso da circa $45,000 (€39,400) fino a un minimo di ciclo intorno a $15,500 (€13,600) il 22 novembre 2022, con un ribasso di quasi 65%. Allo stesso tempo, però, proprio quella fase ha finito per segnare anche il punto più basso del ciclo precedente.

Il contesto resta decisivo: quando la Fed alza i tassi, il costo del denaro aumenta e la liquidità tende a ridursi. Di solito questo pesa sugli asset più rischiosi, Bitcoin compreso, mentre un dollaro più forte può aggiungere ulteriore pressione. Inoltre, il legame tra Bitcoin e la politica monetaria della Fed si è rafforzato: nel 2026 la correlazione era pari a 0,74 secondo i dati di mercato.

Cosa significa per chi legge dall’Europa

Per gli investitori crypto europei il punto è rilevante soprattutto perché le decisioni sui tassi negli Stati Uniti si riflettono spesso in tempi rapidi sul mercato crypto globale. Anche gli spot Bitcoin ETF restano un indicatore da seguire con attenzione: afflussi e deflussi possono mostrare in anticipo come si stanno muovendo gli operatori istituzionali rispetto alla decisione della Fed. Per questo le prossime riunioni della banca centrale americana non sono solo un tema macro, ma anche un test per capire quanta esposizione al rischio gli investitori sono ancora disposti a mantenere sulle crypto.

Al momento Bitcoin scambia intorno a $63,800 (€55,800), circa l’1% in meno nella giornata. Il mercato guarda non solo alle probabilità di FedWatch, ma anche ai flussi di denaro negli spot Bitcoin ETF, perché spesso anticipano il movimento del prezzo. A luglio, però, si è visto un afflusso notevole nonostante i timori per tassi più alti, un segnale che mostra come il sentiment non sia ancora diventato chiaramente ribassista.


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