Il regolatore brasiliano crea una task force sui titoli tokenizzati
La CVM punta a chiarire registrazione, custody e settlement dei titoli tokenizzati con un quadro sperimentale. L’impostazione potrebbe diventare un riferimento per le regole brasiliane su RWA e sandbox.

In breve
- Il regolatore brasiliano CVM ha istituito un gruppo di lavoro per costruire un quadro sperimentale sui titoli tokenizzati.
- Il gruppo dovrà definire regole per registrazione, custody, trading e settlement tramite distributed ledger technology.
- Il Brasile si appoggia a linee guida già pubblicate, a test in sandbox e alla Resolution 88 per i titoli tokenizzati.
Il regolatore brasiliano dei titoli Comissão de Valores Mobiliários (CVM) ha messo in piedi un gruppo di lavoro incaricato di definire un quadro sperimentale per i titoli tokenizzati. L’obiettivo dell’autorità è fare più chiarezza su come debbano funzionare registrazione, custody, trading e settlement dei titoli basati su distributed ledger technology.
Il gruppo dovrà portare una prima proposta al consiglio direttivo della CVM entro 60 giorni dalla sua costituzione formale. La revisione complessiva avrà una durata di 120 giorni e potrà essere estesa di altri 30. Stando a quanto comunicato dall’autorità, il gruppo riunisce 14 dipartimenti e potrà anche interfacciarsi con enti pubblici, associazioni di mercato, organismi di autoregolamentazione ed esperti esterni.
Focus su proprietà e custody
Il nuovo gruppo di lavoro non si concentra soltanto sul token in sé, ma soprattutto su tutto ciò che gli ruota attorno. È un aspetto centrale, perché le blockchain possono riunire funzioni che nei mercati tradizionali sono distribuite tra exchange, custodian, registrar, depository e sistemi di settlement.
Da qui nascono domande non banali su chi tenga il registro ufficiale della proprietà, su come vengano custodite le private key, su quando una transazione possa essere annullata e su chi risponda in caso di problemi tecnici. La CVM ha inoltre spiegato che terrà conto dei rischi legati alla cybersecurity, dei modelli regolamentari internazionali e dei risultati dei precedenti programmi sandbox.
Collegamento con le regole già esistenti
Il Brasile segue da tempo un approccio in cui sono le caratteristiche economiche di un token a stabilire se rientra o meno nella normativa sui titoli. Nel 2023, la CVM aveva già chiarito in alcune linee guida che la blockchain, da sola, non cambia la natura di un asset che può essere classificato come security.
Questa impostazione si collega anche ai test già condotti dall’autorità sull’emissione tramite blockchain e sul trading secondario all’interno di una regulatory sandbox. Anche la Resolution 88 del 2023 aveva già tracciato un perimetro per i titoli tokenizzati attraverso piattaforme di crowdfunding, soprattutto per semplificare l’emissione da parte di piccole e medie imprese.
Rilevanza per la tokenization in America Latina
Per chi segue crypto e mercati dall’Europa, il punto più interessante è che il Brasile sta cercando di dare una struttura più solida alla tokenization, invece di limitarsi ad approvare singoli progetti pilota. Il Paese ha già un mercato in crescita per i real-world assets e la CVM sta provando a chiarire meglio chi sia responsabile di proprietà, custodia e regolamento.
Questo può contare molto per gli operatori internazionali che vogliono emettere o scambiare strumenti di investimento tokenizzati in un quadro legale più vicino alle regole tradizionali dei mercati finanziari. Mostra anche che i regolatori stanno iniziando a trattare la tokenization come un tema di infrastruttura di mercato, e non solo come una novità legata alla blockchain.
La discussione, del resto, si sta muovendo nella stessa direzione anche altrove: il FMI avverte che gli asset tokenizzati resteranno piccoli senza chiarezza legale, proprio perché proprietà, settlement finality e giurisdizione devono essere definiti con precisione.