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La Clarity Act resta in gioco mentre Wall Street seleziona il crypto

La legge sulla struttura del mercato americano slitta a settembre, mentre Fidelity, Goldman Sachs e Mastercard puntano soprattutto su ETF, staking e stablecoin.

La Clarity Act resta in gioco mentre Wall Street seleziona il crypto

In breve

  • La Clarity Act americana ha mancato la scadenza del Senato in agosto, ma a settembre avrà una nuova occasione.
  • Wall Street continua ad abbracciare il crypto in modo selettivo tramite ETF, staking e infrastruttura stablecoin, mentre alcuni piani per ETF vengono cancellati.
  • Per l’Europa questo è rilevante perché la regolamentazione crypto americana e le scelte istituzionali spesso fanno da guida per il mercato.

La Clarity Act americana ha mancato la scadenza del Senato in agosto, ma la principale legge sulla struttura del mercato crypto avrà una nuova occasione a settembre. Allo stesso tempo, l’ultima settimana mostra che Wall Street continua a entrare nel mercato crypto, ma in modo molto più selettivo rispetto al passato, mentre incidenti di sicurezza e dispute tecniche continuano a mettere alla prova il settore.

La Clarity Act ottiene una proroga

La Digital Asset Market Clarity Act non ha superato il voto procedurale previsto prima della pausa estiva. Per il settore non si tratta di un rifiuto definitivo, ma di un ritardo in un dossier che da mesi viene considerato il tentativo più importante di definire con più precisione la regolamentazione crypto americana.

La legge deve chiarire come gli asset digitali negli Stati Uniti rientrano sotto la supervisione. Questo è rilevante per le aziende crypto e per gli operatori istituzionali, perché la certezza giuridica è spesso una condizione necessaria per una partecipazione più ampia dei grandi investitori. Nel contesto del disegno di legge, proprio questa chiarezza è vista come cruciale per sostenere innovazione e afflusso di capitale.

Il ritardo però aumenta la possibilità che il dibattito diventi più duro in una fase successiva. Se l’attuale proposta dovesse arenarsi e i legislatori dovessero ricominciare da capo il prossimo anno, i membri Democratici con un atteggiamento più critico verso il crypto potrebbero avere un ruolo più grande nella prossima versione della legge.

Wall Street sceglie in modo selettivo

Mentre Washington continua a trattare, il lato business del crypto resta in movimento. Fidelity vuole aggiungere staking e distribuzioni trimestrali al suo ETF su ether da quasi $900 milioni (€778 milioni), Goldman Sachs compra NEOS per $2,25 miliardi (€1,9 miliardi) e Mastercard ha completato l’acquisizione della società di stablecoin BVNK per $1,8 miliardi (€1,6 miliardi).

Questi accordi mostrano che gli operatori finanziari tradizionali non stanno semplicemente abbracciando tutto il crypto. Si concentrano soprattutto sulle aree con un modello di ricavi chiaro, come le strutture ETF, lo staking e l’infrastruttura stablecoin. Allo stesso tempo, Grayscale ha cancellato i piani per ETF legati a Cardano, Polkadot e Hedera, a conferma che non tutti i prodotti hanno le stesse possibilità.

Anche la tokenization ha ricevuto una prova di realtà. Securitize ha visto il titolo scendere del 20% dopo il suo primo rapporto trimestrale da società quotata, che è risultato sotto le aspettative, nonostante un’attività record negli asset tokenizzati.

Perché conta per l’Europa

Per chi segue il crypto in Europa, questo è rilevante perché gli Stati Uniti restano ancora un punto di riferimento per la struttura del mercato, l’adozione istituzionale e il modo in cui i grandi player confezionano i prodotti crypto. Se la Clarity Act andrà avanti, potrebbe influenzare il modo in cui gli operatori internazionali organizzano la loro offerta americana e quali standard finiranno per dominare.

In più, la combinazione tra valutazioni politiche più rigide e domanda istituzionale selettiva può farsi sentire anche fuori dagli Stati Uniti. Le realtà europee che lavorano con ETF, stablecoin o asset tokenizzati guardano spesso alla normativa americana, proprio perché detta il tono per la fase successiva del mercato crypto.

Il ritardo si inserisce in una più ampia situazione di stallo a Washington. Anche la SEC sta rimandando nuove regole crypto, costringendo il settore ad aspettare più a lungo chiarezza su struttura del mercato e regole sull’offerta.


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