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I democratici favoriti alle midterm, Bitcoin guarda soprattutto alla Fed

Il Senato può ritardare di nuovo il CLARITY Act, ma per Bitcoin per ora i tassi della Fed e la politica monetaria sembrano pesare di più.

I democratici favoriti alle midterm, Bitcoin guarda soprattutto alla Fed

In breve

  • I democratici sembrano destinati a vincere le midterm americane, ma per Bitcoin la Federal Reserve pesa al momento più dell’esito politico.
  • Il Senato è cruciale per il CLARITY Act, che deve stabilire quale autorità di vigilanza si occupa di quali token.
  • Bitcoin ha reagito agli aumenti dei tassi e ai fallimenti legislativi, mentre il settore crypto punta su $30 milioni tramite Fairshake per influenzare la politica.

I democratici sembrano in vantaggio il 3 novembre nelle midterm americane, ma per Bitcoin l’esito politico potrebbe essere meno importante di quanto pensino molti investitori crypto. I trader sul mercato delle previsioni Polymarket davano ai democratici il 28 settembre il 61% di probabilità di vincere entrambe le camere. Eppure l’andamento recente del prezzo suggerisce che il mercato stia guardando soprattutto alla Federal Reserve.

Il Senato resta la chiave

La vera tensione è al Senato. Il 15 settembre ha bloccato il Digital Asset Market Clarity, o CLARITY, Act. Questa legge deve chiarire quale autorità di vigilanza si occupa di quali token.

A giocare un ruolo importante è soprattutto la senatrice Elizabeth Warren. Come principale democratica nella Senate Banking Committee, normalmente contribuirebbe a definire l’agenda. Questo rende una maggioranza democratica al Senato più importante di una semplice vittoria alla Camera dei Rappresentanti.

La cosa notevole è che nessun democratico ha votato a favore della legge, nemmeno dopo che i promotori avevano apportato 126 modifiche su richiesta di quel partito. Un nuovo tentativo di rimettere in moto il CLARITY Act richiederebbe ancora concessioni da parte dei repubblicani su etica e rendimenti degli stablecoin.

Bitcoin guarda ai tassi

Bitcoin è salito dopo l’aumento dei tassi e il voto fallito, segno che al momento il Congresso non sta giocando il ruolo principale nel prezzo. La reazione dopo l’aumento della Fed aveva già mostrato che le aspettative sui tassi e i flussi degli ETF possono pesare più del vento contrario politico. La Fed ha alzato i tassi il 16 settembre in un intervallo tra 3,75% e 4,00%. Secondo CNBC, 16 dei 18 responsabili delle politiche si aspettano un altro aumento più avanti quest’anno.

Questo rende la politica monetaria per ora più importante della legislazione. Se il prezzo di Bitcoin manterrà i guadagni recenti, potrebbe voler dire che gli acquirenti stanno per ora ignorando i tassi più alti. Se invece il prezzo dovesse tornare indietro, potrebbe emergere che la Fed pesa più dell’esito politico a Washington.

La storia delle elezioni di medio termine americane mostra inoltre che Bitcoin in questi anni spesso si muove parecchio. In passato la moneta è scesa in media in modo marcato negli anni di midterm, mentre i dodici mesi successivi hanno spesso mostrato un recupero. Per chi segue il crypto in Europa, questo è soprattutto rilevante perché mostra quanto Bitcoin resti sensibile alla politica americana, anche quando la reazione immediata del prezzo non è sempre forte.

Cosa significa per il crypto

Per il mercato crypto più ampio, questo è soprattutto un segnale che regolamentazione e tassi continueranno a intrecciarsi. La SEC e la CFTC hanno definito di nuovo Bitcoin una commodity digitale a marzo, ma una futura commissione potrebbe ribaltare di nuovo questa interpretazione. Questo rende lo status legale di Bitcoin meno fragile di quello di molti altri token, ma non del tutto fisso.

Allo stesso tempo, il settore prova a farsi sentire. Fairshake, un crypto-PAC, ha lanciato una campagna pubblicitaria da $30 milioni (€26,4 milioni) mirata alla corsa al Senato di Sherrod Brown in Ohio. Questo conferma che il crypto a Washington non è solo oggetto di dibattito, ma punta anche attivamente a influenzare la politica.


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