Dogecoin sale del 15% mentre Bitcoin resta sopra gli 85.000 dollari
Il rally è arrivato dopo oltre 1 miliardo di dollari di liquidazioni, soprattutto di posizioni short. Anche XRP, Solana ed ether hanno seguito il movimento mentre il sentiment sul rischio in Asia migliorava.

In breve
- Dogecoin è salito martedì mattina, nella sessione asiatica, di oltre il 15% fino a poco sopra 0,10 dollari.
- Bitcoin è rimasto ben sopra 85.600 dollari, mentre nelle ultime 24 ore sono state liquidate posizioni crypto per oltre 1 miliardo di dollari.
- Il rally ha colpito soprattutto gli short seller; anche XRP, Solana ed Ether sono saliti, mentre ZEC è stato l’unico grande token in calo.
Dogecoin è balzato martedì mattina, nella sessione asiatica, di oltre il 15% fino a poco sopra 0,10 dollari (€0,087), mentre Bitcoin è rimasto saldamente sopra 85.600 dollari (€74.500). Il movimento è arrivato dopo un’ondata di liquidazioni forzate che ha colpito soprattutto gli short seller e ha spinto al rialzo il mercato crypto più ampio.
Gli short seller sono stati strizzati
Secondo CoinGlass, nelle ultime 24 ore sono state liquidate posizioni crypto per oltre 1 miliardo di dollari (€0,9 miliardi). Di questa cifra, 844 milioni di dollari (€735 milioni), cioè l’82%, arrivavano da posizioni short. Circa 135.000 trader sono stati spinti fuori dalle loro posizioni.
In una posizione short, un trader guadagna invece da un ribasso. Se il prezzo sale troppo velocemente, la exchange deve chiudere la posizione ricomprando l’asset. Questo volume extra di acquisti può spingere ancora più in alto il prezzo e colpire così altri short.
Bitcoin ha rappresentato circa 608 milioni di dollari (€529 milioni) del totale giornaliero, mentre ether ha pesato per 181 milioni di dollari (€158 milioni). La singola liquidazione più grande è stata una posizione Bitcoin di quasi 21 milioni di dollari (€18,3 milioni) su Hyperliquid.
Le altcoin seguono il movimento
Oltre a Dogecoin, XRP è salito del 7% fino a quasi 1,52 dollari (€1,32) e Solana del 5% fino a poco sotto 117 dollari (€102). Ether ha guadagnato il 3% arrivando a quasi 2.740 dollari (€2.380). BNB e TRX sono saliti entrambi dell’1% fino al 2%. ZEC è stato l’unico grande token in calo, con un -4% fino a poco sopra 1.450 dollari (€1.260).
Le liquidazioni nell’ultima ora sono scese a meno di 11 milioni di dollari (€9,6 milioni), contro oltre 300 milioni di dollari (€261 milioni) all’ora al picco di lunedì. Questo suggerisce che, per ora, il mercato è meno guidato dalle vendite forzate e più da veri compratori.
Aiuta anche il sentiment più ampio sul rischio
Il movimento crypto è arrivato insieme a un tono deciso sui mercati azionari asiatici. L’indice MSCI Asia Pacific è salito di quasi l’1% e ha segnato così il quinto giorno consecutivo di rialzo, mentre i titoli dei semiconduttori come Samsung Electronics e SK Hynix hanno seguito il rally dei fondi chip statunitensi. Per chi segue le crypto in Europa, questo è rilevante perché giornate di questo tipo, orientate al rischio, si vedono spesso sia sulle azioni sia sulle crypto, senza che ci sia automaticamente una causa diretta unica. In precedenza, un rally più ampio delle memecoin aveva già creato domanda extra per Dogecoin, mentre il capitale si spostava altrove verso le monete più grandi.