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Ethereum si riprende con 950 milioni di dollari di acquisti da parte delle whale, ma l’incertezza resta

Ethereum sta attirando di nuovo interesse istituzionale e i grandi holder stanno comprando, ma l’alta leva rende il recupero ancora fragile.

Ethereum si riprende con 950 milioni di dollari di acquisti da parte delle whale, ma l’incertezza resta

In breve

  • Ethereum ha recuperato il 22% dal minimo di giugno e ha riconquistato il VWAP mensile, un livello importante per il trading istituzionale.
  • Gli spot ETF hanno registrato di nuovo 22,5 milioni di dollari di afflussi, mentre le whale hanno aggiunto circa 550.000 ETH in meno di una settimana.
  • L’aumento dell’open interest nei futures segnala un’elevata leva, quindi il recupero resta fragile e 1.851 dollari, 1.624 dollari e 1.507 dollari sono livelli importanti.

Ethereum ha messo a segno un recupero del 22% dal minimo di giugno e, nel farlo, è riuscito a riprendersi una linea di tendenza istituzionale importante, il VWAP mensile. Questo movimento arriva insieme a una svolta nei flussi in entrata negli ETF spot su Ethereum, che dopo settimane di deflussi stanno tornando in territorio positivo.

I flussi negli ETF e l’accumulazione delle whale fanno pensare a un cauto ottimismo

Il VWAP mensile, un prezzo medio ponderato per i volumi che molti trader vedono come la linea di confine tra accumulazione e distribuzione, è stato superato di nuovo il 14 giugno. Storicamente, una rottura del genere ha portato a un rialzo del prezzo e a un aumento dei flussi istituzionali tramite gli ETF spot. Il 15 giugno questi ETF hanno registrato 22,5 milioni di dollari (19,4 milioni di euro) di nuovi afflussi, interrompendo un lungo periodo di deflussi.

Allo stesso tempo, i grandi holder, i cosiddetti whale, hanno continuato ad aggiungere Ethereum ai loro portafogli. Secondo i dati on-chain, il saldo di questi indirizzi è aumentato di circa 550.000 ETH in meno di una settimana, per un valore di circa 950 milioni di dollari (818 milioni di euro). Inoltre, le posizioni nette sugli exchange indicano che dall’inizio di giugno viene ritirato più ETH dal mercato di quanto ne venga portato, il che può suggerire una pressione di vendita in calo.

La leva nel mercato dei futures getta un’ombra sullo scenario di fondo

Nonostante questi segnali positivi, resta incertezza sulla tenuta del recupero. L’open interest nei futures su Ethereum è infatti salito parecchio, da circa 8,86 miliardi di dollari (7,6 miliardi di euro) all’inizio di giugno a quasi 10,3 miliardi di dollari (8,9 miliardi di euro) a metà giugno. Questo aumento dei contratti aperti segnala una leva in crescita, che di solito crea una situazione fragile.

Un vero minimo di capitolazione si forma spesso dopo che la leva è stata ridotta e il numero di posizioni aperte resta basso. Il pattern attuale suggerisce piuttosto un rimbalzo spinto da posizioni a leva, che in caso di correzione brusca possono portare a liquidazioni e a ulteriore pressione di vendita.

I livelli di prezzo da tenere d’occhio sono 1.851 dollari (1.590 euro) come resistenza, che confermerebbe il recupero, e sul lato basso 1.624 dollari (1.400 euro) e il minimo di 1.507 dollari (1.300 euro) come possibili livelli di supporto. Una chiusura sotto quest’ultimo livello potrebbe aprire un nuovo scenario di fondo.

Perché conta per gli investitori crypto europei

Per gli investitori europei, il recupero di Ethereum e il ritorno dell’interesse istituzionale tramite gli ETF sono rilevanti perché possono indicare una ripresa prudente del mercato crypto più ampio. La combinazione di accumulazione da parte delle whale e flussi in entrata negli ETF mostra che i grandi player potrebbero aver ritrovato fiducia, anche se la dinamica di mercato resta fragile per via dell’alta leva. Questo sottolinea quanto sia importante gestire bene il rischio in un mercato che mostra ancora segnali di incertezza.


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