Hong Kong obbliga gli exchange crypto alla rendicontazione fiscale dal 2027
Dal 2027 gli exchange dovranno registrare i dati dei clienti e delle transazioni; nel 2028 seguirà lo scambio automatico con le autorità fiscali estere nell’ambito del CARF dell’OCSE.

In breve
- Hong Kong obbliga gli exchange crypto dal 2027 a registrare i dati dei clienti e delle transazioni per fini fiscali.
- Dal 2028 l’Inland Revenue Department condividerà automaticamente quei dati con le autorità fiscali estere.
- Le regole seguono il framework CARF dell’OCSE e devono contrastare l’evasione fiscale transfrontaliera.
Hong Kong ha approvato una legge che obbliga gli exchange crypto e altri fornitori di servizi coinvolti a raccogliere dal 2027 i dati dei clienti e delle transazioni per fini fiscali. Dal 2028 questi dati saranno condivisi automaticamente con le autorità fiscali estere.
Nuove regole CARF
La legge segue il Crypto-Asset Reporting Framework dell’OCSE, meglio conosciuto come CARF. Questo framework è stato pubblicato nell’ottobre 2022 e deve rendere più visibili alle autorità fiscali le transazioni in crypto, così che i redditi che altrimenti resterebbero fuori radar possano comunque essere segnalati.
Con le nuove regole, gli exchange crypto e i broker dovranno registrare tra le altre cose nomi, indirizzi, residenza fiscale e numeri di identificazione dei clienti. Dovranno anche tenere traccia di acquisti, vendite e trasferimenti di crypto. Questo include anche gli swap tra token e i trasferimenti verso crypto wallet esterni.
L’Inland Revenue Department condividerà i dati dei clienti e i totali annuali delle transazioni con le autorità fiscali dei paesi partecipanti in cui quei clienti sono residenti fiscalmente. Hong Kong aveva già requisiti di licenza per gli exchange crypto dal 2023, ma ora aggiunge anche un obbligo di rendicontazione per le autorità fiscali estere.
Quadro internazionale più ampio
La mossa si inserisce in un movimento internazionale più ampio sulla trasparenza fiscale nel crypto. Secondo dati recenti, 76 giurisdizioni si sono ormai impegnate ad adottare il CARF, e molti paesi si aspettano lo scambio automatico a partire dal 2027. Questo mostra che Hong Kong non è un caso isolato, ma si allinea a uno standard in crescita per la rendicontazione delle attività crypto.
Per i lettori europei di crypto questo è rilevante perché sempre più grandi mercati stanno introducendo le stesse regole di reporting. Questo può cambiare il modo in cui gli exchange crypto gestiscono i dati dei clienti e come le transazioni transfrontaliere vengono seguite dal punto di vista amministrativo, senza dire ancora nulla sull’impatto sul prezzo dei singoli token.
Anche in Francia cresce la pressione sulla trasparenza fiscale: lì il Senato ha recentemente sostenuto lo scambio automatico di dati fiscali crypto secondo lo stesso standard dell’OCSE.
Hong Kong vuole limitare l’evasione fiscale
Christopher Hui, segretario per i servizi finanziari e il tesoro, ha detto che le regole dovrebbero aiutare a contrastare l’evasione fiscale transfrontaliera. Il governo ha anche sottolineato che l’Inland Revenue Department fornirà linee guida e supporto tecnico per aiutare le aziende a rispettare i nuovi requisiti.
Hong Kong condivide già dal 2018 le informazioni sui conti finanziari con le autorità fiscali estere nell’ambito del Common Reporting Standard dell’OCSE. Gli adeguamenti che estendono questo sistema a più prodotti finanziari digitali entreranno in vigore nel 2028, dopodiché i primi scambi inizieranno nel 2029.