Hyperliquid vede calare i ricavi mentre esplodono i RWA perps
I RWA perps su materie prime e azioni stanno spingendo il trading su Hyperliquid, ma HIP-3 e il fee-sharing più alto stanno pesando sui ricavi del protocollo. Anche ESMA e Singapore stanno guardando questi derivati con più attenzione.

In breve
- Hyperliquid ha visto i ricavi lordi del protocollo scendere per quattro trimestri di fila, nonostante volumi record e un open interest sopra gli $11 miliardi.
- HIP-3 e i mercati builder stanno abbassando il tasso di commissione, mentre i perpetual su asset del mondo reale stanno diventando il mercato più grande su Hyperliquid.
- La concentrazione su Trade.xyz e la pressione regolatoria crescente in Europa e Singapore aumentano i rischi legati alla crescita veloce.
Hyperliquid sta attirando più attività di trading che mai, ma una quota sempre più ampia di quel flusso finisce per generare meno valore per il protocollo. A luglio l’open interest è salito oltre gli $11 miliardi (€9.5 miliardi) e i volumi dei perpetual futures negli ultimi 30 giorni hanno sfiorato i $178 miliardi (€154 miliardi), ma i ricavi lordi del protocollo sono calati per il quarto trimestre consecutivo. Il quadro mostra quanto la crescita dei mercati builder e dei perpetual su asset del mondo reale stia incidendo sugli incassi di HYPE.
Crescita e tasso di commissione più basso
Secondo DefiLlama, i ricavi lordi del protocollo hanno raggiunto il massimo nel terzo trimestre del 2025, a circa $357 milioni (€309 milioni). Da lì sono scesi a quasi $295 milioni (€256 milioni), poi a circa $217 milioni (€188 milioni) e nel secondo trimestre del 2026 a circa $202 milioni (€175 milioni). Il ribasso è del 43% rispetto al picco, anche se il numero di transazioni ha continuato a crescere.
Una parte della spiegazione passa dalla Hyperliquid Improvement Proposal 3, meglio conosciuta come HIP-3. Da ottobre 2025, chi mette in staking 500.000 HYPE, pari a circa $28 milioni (€24.3 milioni) al cambio attuale, può lanciare un proprio mercato di perpetual futures sugli order book di Hyperliquid e trattenere fino alla metà delle commissioni di trading. All’inizio del 2026 questi mercati pesavano ancora per circa il 2% del volume dei perp, mentre ora sono arrivati a circa la metà.
Nel frattempo, è cambiata anche la struttura dei costi. Il costo dei ricavi, cioè la parte delle fee che Hyperliquid gira direttamente a builder, market maker e al proprio liquidity vault, è salito da meno del 6% dei ricavi lordi nel secondo trimestre del 2025 al 18% un anno dopo. Anche le commissioni del codice builder, come quelle applicate da front-end tipo Phantom per il routing degli ordini, vengono contabilizzate interamente come costo.
I RWA perps attirano il trading
La spinta arriva soprattutto dai nuovi mercati. I perpetual su asset del mondo reale su materie prime, azioni e indici, tra cui petrolio greggio, oro, Nvidia, Tesla, un tracker del Nasdaq-100 e nomi pre-IPO come SpaceX, hanno toccato questo mese un record di $3.6 miliardi (€3.1 miliardi) di open interest. In questo modo hanno superato bitcoin e sono diventati il mercato più grande su Hyperliquid per open interest.
Tra il 13 e il 19 luglio, azioni tokenizzate e commodities hanno generato $25 miliardi (€21.7 miliardi) di volume, pari al 52% del totale settimanale. Questi contratti vengono regolati in stablecoin, non hanno scadenza e restano negoziabili anche nel weekend, quando la New York Stock Exchange è chiusa. Per chi vuole esporsi con leva su Nvidia la domenica sera, la differenza rispetto ai mercati tradizionali è evidente.
Il punto debole, però, è la concentrazione. Trade.xyz rappresenta oltre il 90% di tutto l’open interest HIP-3, quindi i numeri record di Hyperliquid dipendono molto dalle scelte sugli oracle, dalle impostazioni di margine e dalla gestione del rischio di un solo operatore. All’inizio di questa settimana, una singola trade su una piattaforma pre-market coreana poco liquida ha provocato un calo del 19% nel contratto SK Hynix di Trade.xyz, seguito da liquidazioni che l’azienda ha promesso di rimborsare. Episodi di questo tipo tengono alta anche l’attenzione dei regolatori; la SEC ha parlato di recente con i rappresentanti di Hyperliquid e Trade.xyz delle regole per i derivati onchain.
Perché conta per l’Europa
Per chi segue il settore crypto in Europa, Hyperliquid è interessante perché la crescita dei perpetual si sta avvicinando sempre di più ai confini delle regole già esistenti. In passato ESMA ha già osservato che i derivati offerti come perpetual futures o perpetual contracts potrebbero rientrare nella sorveglianza CFD già prevista nell’UE. Per questo la rapida ascesa dei RWA perps non è solo una storia di mercato, ma anche un tema regolatorio.
La stessa tensione si vede anche fuori dall’Europa. A fine giugno Singapore ha inserito la piattaforma nella investor alert list, dopo avvisi già arrivati in precedenza nel Regno Unito. Intanto il mercato continua a valutare HYPE in base all’economia dell’exchange: attraverso il suo Assistance Fund, Hyperliquid ha già ritirato dalla circolazione circa 44,5 milioni di HYPE, ma questo meccanismo di buyback segue i ricavi e quindi perde forza quando gli incassi rallentano.
Venerdì HYPE scambiava intorno a $55 (€48), circa il 5% in meno su base settimanale e circa il 28% sotto il massimo del 16 giugno, intorno a $77 (€67). Anche holder istituzionali come Multicoin Capital e Bitwise hanno spostato nell’ultimo mese grandi quantità di HYPE verso gli exchange, mentre gli spot HYPE ETF nella settimana fino al 17 luglio hanno registrato il primo deflusso settimanale dopo nove settimane consecutive di afflussi.