Mubadala Capital porta un fondo onchain su Solana e Base
Il fondo sovrano di Abu Dhabi offre un fondo di private markets tramite Base, Solana e Sui. Anche Coinbase prende esposizione in prima persona, a conferma della domanda istituzionale per gli asset tokenizzati.

In breve
- Mubadala Capital ha portato onchain un fondo di private markets tramite Base, Solana e Sui.
- Il fondo tokenizzato è pensato per investitori qualificati e ha già attirato circa 75 milioni di dollari in asset onchain.
- Coinbase prende esposizione in prima persona sul bilancio, mentre la tokenization viene applicata sempre più spesso a strutture di fondo reali.
Mubadala Capital ha messo onchain uno dei suoi fondi di private markets, compiendo un altro passo nella tokenization dei prodotti di investimento tradizionali. Il gestore patrimoniale di Abu Dhabi, che fa capo al fondo sovrano degli Emirati Arabi Uniti, rende ora il fondo disponibile su Base, Solana e Sui.
Il fondo è disponibile su tre network
Secondo quanto riferito dalle parti coinvolte, la versione tokenizzata è stata costruita per investitori qualificati e si appoggia all’infrastruttura di KAIO, specialista emiratino della tokenization. Il fondo ha già attratto circa $75 milioni (€65.7 milioni) in asset onchain, un segnale che la domanda per questo tipo di prodotto è già concreta.
La scelta di Mubadala si inserisce in un trend più ampio, con i grandi operatori finanziari che stanno spostando le proprie strutture di fondo su blockchain. BlackRock, Franklin Templeton, Apollo, Fidelity, Janus Henderson e, più di recente, anche Invesco hanno lanciato o ampliato fondi tokenizzati, spesso collegati a titoli di Stato americani, money market funds e private credit. Anche nel segmento degli asset privati il movimento continua a rafforzarsi: Wall Street rende la tokenization una priorità strategica mostra come ormai gli operatori istituzionali considerino la tokenization una vera infrastruttura strategica.
Coinbase mette capitale proprio
L’aspetto più rilevante è che Coinbase ha deciso di esporsi direttamente sul bilancio. Si tratta quindi di uno dei primi casi in cui una società crypto quotata investe capitale in un prodotto tokenizzato di private markets. L’importo non è stato reso noto, ma la scelta conferma che gli asset tokenizzati regolamentati vengono sempre più percepiti come uno strumento serio, quasi da tesoreria.
Brett Tejpaul, responsabile di Coinbase Institutional, ha spiegato che gli asset regolamentati, grazie alla programmability, possono entrare in una più ampia economia onchain, più trasparente, più semplice da combinare e più accessibile per gli investitori qualificati nelle giurisdizioni consentite. Max Franzetti, responsabile di Mubadala Capital Solutions, ha invece sottolineato che portare il fondo onchain amplia l’accesso senza compromettere la disciplina istituzionale della strategia.
Cosa dice questo sulla tokenization
Per chi segue il mercato crypto in Europa, il punto più interessante è che la tokenization non riguarda più soltanto le stablecoin o i test isolati, ma sempre più spesso strutture di fondo reali, con investitori e processi di gestione già attivi. Negli Emirati Arabi Uniti, questa iniziativa si inserisce in un obiettivo più ampio: diventare un hub per la tokenized finance, mentre autorità di vigilanza e istituzioni finanziarie stanno già lavorando con framework crypto, fondi e altri strumenti di investimento digitali.
Nel tempo, un’infrastruttura Web3 di questo tipo potrebbe diventare utile anche per l’emissione, lo scambio o l’uso in garanzia dei diritti di fondo. In questo caso, però, l’accesso resta riservato agli investitori qualificati: più che un’apertura al retail, quindi, è un segnale di adozione istituzionale su scala crescente.