Nuova bozza della Clarity Act accelera il confronto sulla legge crypto USA
Il Senato prova a ricucire le regole tra SEC e CFTC, ma la clausola etica legata a Trump continua a complicare i negoziati. Prima della pausa estiva serve in fretta un primo voto.

In breve
- I senatori hanno pubblicato una nuova bozza della Clarity Act, che unisce due versioni precedenti e introduce per la prima volta una clausola etica.
- La legge deve definire meglio la ripartizione dei compiti tra SEC e CFTC, ma le tensioni politiche e i dubbi anche tra i Repubblicani stanno rallentando l’intesa.
- Il Senato andrà in pausa tra due settimane, quindi un primo voto procedurale dovrebbe arrivare già lunedì o martedì.
I senatori hanno messo sul tavolo una nuova versione della Clarity Act. Il testo nasce dall’unione di due bozze precedenti e, per la prima volta, include anche una clausola etica. Il dossier americano sulle crypto quindi va avanti, ma la chiusura è ancora lontana e il margine di tempo prima della pausa estiva si sta assottigliando.
Nuovo testo, vecchio nodo politico
La Digital Asset Market Clarity Act punta a definire con più precisione come le autorità di vigilanza statunitensi si dividono il mercato crypto, soprattutto tra SEC e CFTC. Questa nuova bozza serve a mettere insieme le versioni elaborate dalla Senate Banking Committee e dalla Senate Agriculture Committee, così da creare una base unica da cui ripartire nei negoziati.
La novità più rilevante è l’inserimento di una ethics provision. La norma vieterebbe ai più alti funzionari pubblici di sponsorizzare o lanciare proprie criptovalute, una risposta diretta al dibattito su Donald Trump. Nell’impianto attuale, Trump e gli altri soggetti coinvolti avrebbero un anno di tempo per ridurre le proprie partecipazioni o trasferirle in un blind trust, mentre il Dipartimento di Giustizia sarebbe incaricato di far rispettare la regola.
Il Senato corre contro il tempo
Anche se il nuovo testo segna un passo avanti, il vero ostacolo resta politico. I Democratici chiedono una clausola etica più severa, mentre Repubblicani e Casa Bianca non sembrano intenzionati ad allinearsi del tutto su questa posizione. In più, permangono perplessità anche tra i Repubblicani sul contenuto della bozza, e questo rende ancora più difficile arrivare a un’intesa in tempi brevi.
Sul piano del calendario, il punto chiave è che il Senato entrerà in pausa per l’estate tra due settimane. Se c’è ancora spazio per portare avanti il dossier, il primo passaggio formale, una motion to proceed, dovrebbe arrivare già lunedì o martedì. Se questa votazione superasse quota 60, potrebbe indicare che esiste abbastanza sostegno per trovare un compromesso sui punti ancora aperti, anche se non darebbe ancora certezze sui successivi voti di cloture.
Perché la questione interessa anche l’Europa
Per chi segue le crypto dall’Europa, il tema conta soprattutto perché gli USA, con la Clarity Act, stanno cercando di costruire un quadro molto più chiaro per la supervisione degli asset digitali. La legge tocca infatti il nodo di quali regole debbano valere per i token e per i progetti che possono essere considerati un mature blockchain system, espressione usata nella bozza per indicare quando una rete è abbastanza decentralizzata. Se il Senato riuscirà a fare qualche passo avanti prima della pausa, questo potrebbe pesare anche fuori dagli USA nel modo in cui i decisori guardano a market structure, disclosure e vigilanza.
Lo stallo sulla clausola etica si inserisce in un dibattito più ampio a Washington, dove la Clarity Act si blocca sull'etica legata a Trump, i Democratici chiedono regole più severe era già stata indicata come il principale ostacolo per arrivare a un accordo.