Ripple entra nel piano britannico per i mercati tokenizzati
Il rapporto del Tesoro cita Ripple, BlackRock e Santander come tasselli chiave per i mercati wholesale onchain. Il Regno Unito vuole portare in fretta repo tokenizzati, obbligazioni e fondi dalla sandbox al live.

In breve
- Ripple si ritaglia un ruolo importante nel piano britannico per portare i mercati wholesale onchain.
- Il rapporto immagina un modello ibrido, con liquidità permissionless alla base e reti istituzionali permissioned costruite sopra.
- Il Regno Unito punta a passare dall’esperimento all’implementazione entro dodici mesi, mentre la tokenization entra sempre più nell’infrastruttura di mercato.
Ripple si è guadagnata un posto centrale nel piano del Regno Unito per portare i mercati wholesale onchain. Nel rapporto sostenuto dal Tesoro, la società crypto non viene trattata come un attore esterno, ma come una delle realtà su cui poggia la strategia con cui Londra vuole spostare repo tokenizzati, fixed income e fondi dalla sandbox ai mercati live.
Il documento è stato firmato da Chris Woolard, wholesale digital markets champion del ministero delle Finanze. Secondo lui, il Paese deve fare il salto dall’esperimento all’implementazione entro dodici mesi, altrimenti standard e liquidità rischiano di migrare all’estero prima che il mercato britannico sia pronto.
Modello ibrido per la liquidità
Woolard propone un impianto in cui le permissionless networks mettono a disposizione la liquidità condivisa, mentre sopra di esse vengono costruite reti istituzionali permissioned. Nel rapporto viene citato il fondo monetario tokenizzato di BlackRock, BUIDL, come esempio concreto di questo approccio, con Ethereum come base e un wrapper di compliance di Securitize.
Allo stesso tempo, il rapporto evidenzia anche un rischio tecnico legato alle chain permissionless: in teoria, una transazione già confermata può essere annullata da una chain reorganization. Un aspetto che può mettere sotto pressione la settlement finality, cosa che di solito l’infrastruttura tradizionale non contempla.
Ripple e la finanza tradizionale
I piani britannici si inseriscono in un trend più ampio, in cui istituzioni finanziarie tradizionali e aziende crypto-native collaborano sempre più spesso. Ripple viene citata nel rapporto come parte della task force incaricata di accelerare il processo, mentre in precedenza la società ha già speso $1.25 miliardi (€1.1 miliardi) per il prime broker Hidden Road, oggi Ripple Prime.
Nel documento compare anche Santander U.K. come esempio di white-labeling, cioè un modello in cui la banca gestisce il rapporto con il cliente e la blockchain di Ripple si occupa del trasferimento del denaro. Secondo il rapporto, è un segnale di quanto il confine tra servizi finanziari tradizionali e infrastruttura blockchain stia diventando sempre più sottile.
Perché è importante
Per chi segue il mercato crypto in Europa, il punto più rilevante è che il Regno Unito non considera più la tokenization come un semplice progetto pilota, ma come una parte dell’infrastruttura di mercato. A maggio, FCA e Bank of England avevano già chiesto insieme feedback sui titoli tokenizzati, inclusi bond, gilt e fund units, segno che il perimetro regolatorio si sta allargando.
Inoltre, le regole FSMA britanniche per questa nuova fase entreranno in vigore l’anno prossimo, con le richieste che partiranno il 30 settembre e un lancio previsto per ottobre 2027. Il rapporto inserisce così il Regno Unito in una corsa per rendere operativa la tokenization istituzionale prima di altri grandi mercati, mentre le regole sulle stablecoin nel Regno Unito e negli Stati Uniti si stanno muovendo verso il 2027.