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Ripple punta sull’adozione di XRPL con Aviva Investors

Aviva Investors vuole portare i fondi tradizionali onchain tramite XRPL, mentre Ripple vede in MiCA e nell’adozione istituzionale in Europa una leva importante.

Ripple punta sull’adozione di XRPL con Aviva Investors

In breve

  • La presidente di Ripple, Monica Long, vuole che il 2026 sia l’anno in cui l’adozione istituzionale sulla XRP Ledger faccia davvero il salto di scala.
  • Aviva Investors vuole portare i fondi tradizionali onchain tramite XRPL, e Ripple lo vede come un segnale importante per l’uso istituzionale.
  • Ripple delinea obiettivi ambiziosi per il 2026, mentre la data esatta del lancio e i volumi della collaborazione con Aviva non sono ancora stati confermati pubblicamente.

La presidente di Ripple Monica Long sostiene che il 2026 dovrà essere l’anno della vera svolta per l’adozione istituzionale sulla XRP Ledger. A dare slancio a questa visione c’è la collaborazione con Aviva Investors, che punta a portare i fondi tradizionali onchain tramite XRPL. Resta però la domanda che il mercato si pone sempre in questi casi: quante di queste iniziative arriveranno davvero in produzione nel corso dell’anno, e quante resteranno sulla carta?

Aviva mette in moto XRPL

Aviva Investors, la divisione di asset management dell’assicuratore Aviva plc, viene letta da Ripple come un segnale concreto del fatto che la finanza tradizionale sta andando oltre la semplice fase di test. Markus Infanger, SVP di RippleX, ha descritto questo passaggio come il momento in cui gli operatori istituzionali non si limitano più a fare prove, ma iniziano a muoversi davvero onchain.

Il tutto si inserisce in un quadro più ampio legato alla tokenized finance. Negli ultimi trimestri, la XRP Ledger ha attirato sempre più attenzione da parte di chi guarda a fondi tokenizzati, regolamento e altri strumenti di investimento che possono funzionare su infrastrutture blockchain. Per Ripple, l’accordo con Aviva pesa in modo particolare perché non si tratta di un semplice pilot, ma di un operatore con una presenza rilevante nel wealth management europeo. Anche la recente registrazione MiCA in Lussemburgo contribuisce a inserire questi sviluppi istituzionali in Europa in un contesto normativo più definito.

Ripple delinea obiettivi ambiziosi

Nel corso dell’XRP Community Day, Long ha indicato obiettivi molto precisi. Entro la fine del 2026, il 50% delle aziende della Fortune 500 dovrebbe avere una strategia formale sugli asset digitali oppure detenere crypto in bilancio. In più, tra il 5% e il 10% del regolamento nei mercati dei capitali dovrebbe passare onchain attraverso banche custodian e clearinghouse.

Anche altri esponenti di Ripple hanno tracciato uno scenario simile. Il CEO Brad Garlinghouse ha definito il 2026, in passato, come l’anno migliore di sempre per i mercati crypto, sostenuto da maggiore chiarezza normativa e dall’ingresso del capitale istituzionale. Il Managing Director Reece Merrick ha affermato che entro fine anno ogni grande banca, asset manager e rete di pagamento avrà un’esposizione significativa agli asset digitali. Il CTO Emeritus David Schwartz, invece, ha parlato di un passaggio dalla sperimentazione all’infrastruttura operativa.

Queste dichiarazioni vanno lette anche alla luce dell’interesse commerciale di Ripple. L’azienda presenta l’intesa con Aviva come la conferma che il mercato sta lasciando alle spalle la fase dei pilot, ma la data esatta del lancio e i volumi dell’operazione non sono ancora stati resi pubblici.

Perché conta per l’Europa

Per chi segue il comparto crypto in Europa, il punto centrale è soprattutto un altro: Ripple aveva già ottenuto l’approvazione MiCA, rafforzando così la base normativa per gli operatori del continente. Questo rende più semplice leggere il passaggio dall’ambiente di test a quello di produzione dentro un quadro legale che per gli istituzionali conta molto.

La dimensione di Aviva rende il quadro ancora più interessante. Il gestore patrimoniale amministra oltre $500 miliardi (€433 miliardi) ed è quindi tra i più grandi investment manager d’Europa. Se una realtà di questo peso dovesse davvero tokenizzare fondi su XRPL, sarebbe un indicatore importante della velocità con cui l’adozione istituzionale sta avanzando nella pratica.

XRP e il contesto di mercato

XRP scambia intorno a $1.07 (€0.93), quindi ben al di sotto dei livelli spesso associati alle precedenti fasi di adozione. Allo stesso tempo, i dati di mercato mostrano che l’interesse istituzionale nell’ecosistema non si è spento. Gli afflussi negli spot XRP ETF hanno superato, secondo i dati recenti, $1.23 miliardi (€1.1 miliardi) dal lancio nel novembre 2025.

Fuori da Ripple, ci sono anche altri soggetti che detengono XRP come asset di riserva, tra cui Evernorth, Webus e VivoPower. Inoltre, il valore dei real-world assets sulla XRP Ledger nel Q1 2026 è salito del 124% trimestre su trimestre fino a $2.25 miliardi (€2 miliardi), mentre RLUSD è cresciuto del 45%. Non sono elementi sufficienti per fare previsioni sul prezzo, ma indicano che l’infrastruttura attorno a XRPL sta diventando sempre più visibile agli occhi degli operatori istituzionali.


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