Robinhood Chain vede quintuplicare le azioni tokenizzate
Secondo DefiLlama, la capitalizzazione di mercato degli asset del mondo reale sulla chain Arbitrum Orbit sale a circa 70 milioni di dollari, con GameStop, Nvidia e SpaceX come Stock Token più scambiati.

In breve
- La capitalizzazione di mercato attiva degli asset del mondo reale su Robinhood Chain è salita a circa 70 milioni di dollari, circa cinque volte in più rispetto a inizio mese.
- Le azioni tokenizzate come GameStop, Nvidia e SpaceX vengono ormai scambiate con volumi importanti sulla chain.
- Le memecoin e le stablecoin restano dominanti, mentre il valore totale bloccato su Robinhood Chain da metà luglio è triplicato fino a circa 312 milioni di dollari.
Robinhood Chain sta iniziando a prendere la forma per cui era stata costruita. A meno di due settimane dal debutto, l’attività si sta spostando dal trading quasi esclusivo di memecoin verso azioni tokenizzate e altri asset del mondo reale, anche se i token più speculativi continuano a fare la parte del leone nei volumi.
Gli asset del mondo reale stanno prendendo piede
Secondo DefiLlama, la capitalizzazione di mercato attiva degli asset del mondo reale su Robinhood Chain è arrivata a circa $70 milioni (€61.5 milioni). Si tratta di un aumento di circa cinque volte rispetto a inizio mese, quando questo comparto valeva ancora poco più di qualche decina di milioni di dollari e pesava appena il 4% della chain.
Le azioni tokenizzate che avrebbero dovuto trainare la rete stanno già muovendo volumi rilevanti. La versione tokenizzata di GameStop registra $26.6 milioni (€23.4 milioni) di volume giornaliero, Nvidia $14 milioni (€12.3 milioni) e SpaceX $6.4 milioni (€5.6 milioni). Nel complesso, dodici azioni tokenizzate superano ora i $500,000 (€439,500) al giorno, mentre cinque di queste oltrepassano quota $1 milione (€0.9 milioni).
Le memecoin restano dominanti
Questo aumento non significa però che Robinhood Chain sia già passata del tutto alla tokenizzazione. Nei primi giorni, CASHCAT, una memecoin legata al vecchio nome di Robinhood, era infatti il token più scambiato. Il progetto non ha alcun legame con quella moneta, ma il token è comunque salito di oltre il 1.700% dopo che il CEO Vlad Tenev ha iniziato a seguire l’account, per poi perdere rapidamente terreno.
Anche oggi, memecoin e stablecoin restano le categorie più grandi sulla chain. Il valore totale bloccato su Robinhood Chain è quasi triplicato da metà luglio, arrivando a circa $312 milioni (€274 milioni), mentre i volumi giornalieri dei DEX superano i $600 milioni. Questo colloca la rete tra le chain più attive del settore crypto, anche se gran parte di quel traffico non arriva ancora direttamente dalle azioni tokenizzate.
Perché è importante
Per chi segue il crypto in Europa, il punto più interessante è che Robinhood Chain mostra come la tokenizzazione possa funzionare concretamente su una blockchain pubblica. La chain è stata costruita come Ethereum Layer 2 su Arbitrum Orbit e consente di scambiare azioni statunitensi sotto forma di Stock Token, in linea con il tentativo più ampio di Robinhood di avvicinare mercati tradizionali e DeFi.
Il quadro si inserisce in un trend più ampio, in cui la tokenizzazione sta guadagnando spazio soprattutto su azioni e altri asset negoziabili. Nel mercato, questo passaggio viene ormai letto sempre più chiaramente come una priorità strategica per gli operatori finanziari, come mostra Wall Street rende la tokenizzazione una priorità strategica.
Questi Stock Token offrono esposizione economica ai titoli sottostanti, ma non danno diritti di voto né una rivendicazione diretta di proprietà. Il risultato è un prodotto diverso da un’azione tradizionale e, allo stesso tempo, un segnale di quanto il confine tra infrastruttura crypto e finanza classica stia diventando sempre più sottile.