Robinhood difende i token azionari nello scontro con AMC
Tenev sostiene che AMC non ha diritto di veto sui token ERC-20 di Robinhood, che sono coperti 1 a 1 ma non danno diritti di voto. La discussione tocca anche le regole europee sulle azioni tokenizzate.

In breve
- L’amministratore delegato di Robinhood, Vlad Tenev, respinge le critiche del CEO di AMC, Adam Aron, sui token azionari.
- Tenev dice che gli emittenti non possono decidere su ogni prodotto finanziario legato alle loro azioni.
- La discussione riguarda i diritti, la copertura e la trasparenza delle azioni tokenizzate in Europa e nel mercato crypto.
L’amministratore delegato di Robinhood, Vlad Tenev, ha respinto le critiche del CEO di AMC, Adam Aron, sui token azionari. In una intervista a CNBC ha detto che le società quotate non possono decidere su ogni prodotto finanziario legato alle loro azioni, mentre nel mercato crypto continua a crescere la discussione sulle azioni tokenizzate.
Tenev respinge il veto
Tenev ha detto che gli emittenti hanno sì il controllo sui diritti e sugli obblighi delle azioni che emettono, ma non su tutto ciò che altre parti fanno dopo con quelle azioni. Secondo lui, vale lo stesso anche per i token azionari di Robinhood, che secondo la sua spiegazione non hanno bisogno automaticamente dell’autorizzazione della società dietro le azioni.
Il top manager di Robinhood ha parlato pubblicamente per la prima volta da quando il conflitto è scoppiato la scorsa settimana. Aron aveva definito in precedenza il prodotto una “fake market” per le azioni AMC e aveva minacciato di coinvolgere la Securities and Exchange Commission americana. Più tardi ha definito i token “contemptible” e “outrageous” e ha chiesto che Robinhood smettesse di fare trading con i token collegati ad AMC.
Come sono strutturati i token
Tenev ha anche spiegato meglio come sono strutturati i token azionari. Secondo lui, ogni token è coperto 1 a 1 da una posizione sottostante tenuta come garanzia, mentre il token stesso è una prova di debito. Gli investitori ricevono i dividendi, ma non i diritti di voto legati alle azioni sottostanti.
Questa struttura tocca una domanda più ampia nel settore: quando qualcosa è ancora una tokenized stock, e quando invece è soprattutto un prodotto finanziario separato che si limita a fare riferimento a un’azione? I token azionari di Robinhood sono token ERC-20 emessi da Robinhood Assets (Jersey) Limited. Offrono esposizione economica ad azioni statunitensi ed ETF, ma non diritti legali o economici nell’emittente stesso. I token non sono registrati secondo la normativa americana sui titoli e non sono disponibili per persone statunitensi.
Perché è rilevante per l’Europa
La discussione è rilevante anche per le piattaforme crypto e di investimento europee, perché le azioni tokenizzate si trovano sempre più spesso a metà strada tra i mercati tradizionali e i prodotti blockchain. Per i regolatori e le piattaforme in Europa, quindi, non si tratta solo di tecnologia, ma anche di capire quali diritti rappresenti esattamente un token e quanto chiaramente questo venga spiegato agli investitori.
Graham Rodford, CEO della piattaforma di asset digitali Archax, regolamentata nel Regno Unito, ha detto che c’è una differenza importante tra mettere una vera azione su una blockchain ed emettere uno strumento separato che segue quell’azione. Anche Carlos Domingo, di Securitize, società di tokenization, ha sottolineato il rischio che prodotti del genere possano allontanarsi dal prezzo di riferimento. Ha citato una coppia di trading legata ad AMC che veniva scambiata a circa 60 volte il prezzo di riferimento di AMC, cosa che secondo lui mostra quanto i mercati tokenizzati poco liquidi possano discostarsi dalle azioni che dovrebbero seguire.
Anche altrove nel mercato cresce l’attenzione per questo tipo di strutture. I prodotti ETF tokenizzati mostrano che gli operatori cercano sempre più spesso un modello che unisca esposizione economica e una struttura legale più chiara.