La SEC chiarisce le regole per Ethereum in staking
Lo staff della SEC considera i liquid staking token su Ethereum come ricevute, a patto che non diano diritti o ricompense extra. La spiegazione arriva dopo le precedenti azioni contro Kraken e offre più chiarezza per i servizi di staking negli Stati Uniti.

In breve
- La SEC dice che i liquid staking token legati a Ethereum non sono titoli se servono solo come ricevuta per l’ether in staking.
- Il token non deve aggiungere diritti o ricompense extra, e il fornitore non può prestare, dare in pegno o riutilizzare le coin sottostanti.
- La spiegazione è una guida dello staff senza forza di legge e può essere modificata in seguito.
Lo staff della SEC statunitense Securities and Exchange Commission (SEC) ha dato nuove spiegazioni sui liquid staking token legati a Ethereum. Secondo la guidance, questi token non sono titoli, purché restino solo una ricevuta per l’ether in staking.
La pubblicazione arriva in un momento in cui lo staking è sotto la lente negli Stati Uniti da anni. Lo stesso regolatore nel 2023 ha inflitto a Kraken una multa da 30 milioni di dollari e ha costretto l’azienda a chiudere il suo servizio di staking negli Stati Uniti.
Cosa dice ora la SEC
Lo staking significa bloccare delle coin per aiutare a far funzionare una blockchain, in cambio di ricompense. Con il liquid staking, un utente riceve in cambio un token negoziabile come prova delle coin depositate.
La SEC dice ora che un token ricevuta di questo tipo è uno strumento digitale quando la coin sottostante è considerata una commodity digitale. Secondo un’interpretazione di marzo, l’ether rientra in questa categoria. La SEC e la CFTC allora hanno citato 16 commodity digitali, tra cui ETH, che scambiava intorno a $2.685 (€2.350).
Il punto centrale della spiegazione però è rigido. Il token non può cambiare i diritti sull’ETH in staking e non può aggiungere ricompense extra. Inoltre, il fornitore non può prestare, dare in pegno o riutilizzare le coin. Anche il token stesso non può fissare o determinare le ricompense.
Dall’enforcement alla chiarezza
La nuova spiegazione si inserisce in un cambiamento più ampio alla SEC. Nel 2025 il regolatore ha già archiviato i casi contro Kraken, Consensys e Cumberland, mentre comunicazioni dello staff a maggio e agosto di quell’anno avevano già detto che lo staking di protocollo e il liquid staking non devono per forza essere un’offerta di titoli.
Questo si inserisce anche nel tentativo più ampio della SEC di dare più chiarezza sulle crypto. A marzo 2026 era già arrivata un’interpretazione sull’applicazione delle regole sui titoli ad alcuni crypto-asset e transazioni, e ad agosto 2026 il regolatore ha proposto un quadro separato per i crypto-asset.
Per i lettori crypto europei questo è rilevante perché i regolatori statunitensi spesso fanno da riferimento per capire come i grandi servizi di staking strutturano i loro prodotti. Allo stesso tempo, la spiegazione resta limitata a una guidance dello staff. Le FAQ non hanno forza di legge e possono essere modificate di nuovo in seguito.
Cosa significa per lo staking
La SEC però traccia un confine netto. Se un fornitore riutilizza le coin in staking, o se il token fa più che fornire una semplice prova, la valutazione può cambiare. Anche la commissaria Caroline Crenshaw aveva già sottolineato in precedenza il rischio che la pratica dei veri programmi di liquid staking sia meno pulita di quanto faccia sembrare la spiegazione.
Le nuove regole quindi non dicono che tutte le forme di staking siano ora libere da controllo. Chiariscono soprattutto quando un liquid staking token può rientrare o meno nel diritto dei titoli secondo la SEC.