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La SEC allenta le regole per i governance token come Uniswap

L’autorità di vigilanza dice che il diritto di voto nelle reti decentralizzate non rende automaticamente un token un titolo. Per i progetti DeFi come Uniswap si apre più spazio, anche se la spiegazione resta non vincolante.

La SEC allenta le regole per i governance token come Uniswap

In breve

  • La SEC dice che i governance token con migliaia di holder con diritto di voto non sono automaticamente titoli se la rete è davvero decentralizzata.
  • L’autorità di vigilanza sottolinea che il controllo centrale da parte di un’azienda o di un piccolo gruppo può comunque indicare un titolo.
  • La spiegazione non è vincolante, ma può dare più chiarezza a progetti DeFi, exchange e operatori istituzionali.

La SEC americana ha chiarito meglio la sua posizione sui governance token come Uniswap. Secondo lo staff dell’autorità di vigilanza, il fatto che migliaia di holder possano votare non rende automaticamente un token un titolo, purché la rete sia davvero decentralizzata. Per i progetti DeFi questo toglie una parte importante dell’incertezza, anche se per ora la spiegazione resta non vincolante.

Cosa dice ora la SEC

I governance token danno agli holder il diritto di voto su come funziona un progetto crypto. Nel caso di Uniswap, per esempio, i possessori di UNI possono votare su modifiche al protocollo e sull’uso dei fondi della tesoreria. Il punto centrale della nuova spiegazione è che i singoli holder che votano tramite un sistema decentralizzato, di norma, non vengono considerati come un unico gruppo di controllo.

C’è però un limite chiaro. Se un’azienda o un piccolo gruppo può modificare da solo le regole della rete, limitare l’accesso o ribaltare le decisioni, allora questo può ancora indicare un controllo centrale. La SEC quindi non guarda solo all’esistenza del diritto di voto, ma soprattutto a quanto quel diritto sia distribuito nella pratica.

Perché conta per DeFi

Il chiarimento si inserisce in una serie più ampia di passi della SEC per dare più trasparenza su DeFi e altri crypto-asset. L’autorità di vigilanza cerca così di distinguere tra reti davvero decentralizzate e soggetti che, pur usando l’etichetta DeFi, restano gestiti in modo centrale. Anche in precedenza, a gennaio 2026, la SEC aveva sottolineato per i titoli tokenizzati che la tokenizzazione non cambia la natura sottostante di un titolo.

Per il mercato crypto questo è importante, perché lo status legale di un token può determinare in modo forte quali regole si applicano. La nuova spiegazione può dare nel tempo un po’ più di comfort a exchange e operatori istituzionali per i token che rispettano le condizioni, ma non cambia il punto di base: non ogni governance token esce automaticamente dalle regole sui titoli.

Uniswap resta un caso di prova

Uniswap è un esempio interessante, perché la community ha già votato per introdurre una Wyoming DUNA, una struttura legale per le organizzazioni decentralizzate. Questo rende UNI ancora più interessante come caso di prova per capire come i regolatori guardano a governance, controllo e decentralizzazione.

Allo stesso tempo, resta incertezza. L’attuale spiegazione è una staff guidance e quindi non è una nuova legge. Un quadro giuridico più solido potrebbe ancora arrivare dal Congresso, ma il CLARITY Act a settembre non ha fatto progressi. Per ora, quindi, resta aperta la domanda su quanto la SEC porterà avanti questa linea nella pratica.

Anche il mercato reagisce da tempo al ruolo di UNI nell’ecosistema Uniswap. Quantità record di UNI sugli exchange avevano già mostrato quanto rapidamente possa cambiare la dinamica di trading attorno al token.


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