Il Sudafrica vuole rafforzare i controlli sui trasferimenti crypto transfrontalieri
Treasury e la SARB vogliono far rispettare in modo più rigido i controlli sui capitali a privati e aziende, mentre i flussi di stablecoin e l’attività crypto sono cresciuti rapidamente.

In breve
- Il mercato crypto in Sudafrica è cresciuto del 52% nell’anno fino a giugno 2026, arrivando a 39,3 miliardi di dollari, nonostante un bear market globale.
- Treasury e la South African Reserve Bank stanno lavorando a regole più severe per i trasferimenti crypto transfrontalieri tramite una bozza di crypto manual.
- Secondo Chainalysis, la nuova normativa potrebbe colpire anche i flussi crypto regionali, perché il Sudafrica funziona come hub crypto in Africa.
Il mercato crypto in Sudafrica è cresciuto nell’anno fino a giugno 2026 del 52%, arrivando a 39,3 miliardi di dollari (€35,3 miliardi). Allo stesso tempo, il governo sta lavorando a regole più severe per i trasferimenti crypto transfrontalieri. Questo rende il Paese particolarmente interessante: il mercato è cresciuto molto in un bear market globale, mentre l’accesso ai flussi internazionali potrebbe presto essere regolato in modo più rigido.
Crescita nonostante il bear market
Secondo Chainalysis è aumentata ogni categoria di attività monitorata dall’azienda in Sudafrica. I trasferimenti di stablecoin cross-border e i crypto service flow hanno trainato la crescita, mentre le stablecoin nei canali P2P nell’Africa subsahariana sono ormai allo stesso livello di Bitcoin. Gli afflussi in stablecoin nel 2026 sono arrivati a 14,6 miliardi di dollari (€13,1 miliardi), pari a quelli di BTC.
Anche i pagamenti business-like hanno mostrato una crescita solida. Questa categoria ha raggiunto 8,34 miliardi di dollari (€7,5 miliardi) negli ultimi 12 mesi ed è salita trimestre dopo trimestre. Nell’ultimo trimestre il dato era oltre 1 miliardo di dollari (€0,9 miliardi) sopra il primo trimestre. In questa categoria rientrano sia i trader P2P sia i merchant. Gli afflussi verso l’attività istituzionale sono arrivati a 1,29 miliardi di dollari (€1,2 miliardi).
Nuove regole per i movimenti oltre confine
Treasury e la South African Reserve Bank hanno pubblicato il 3 agosto una bozza di crypto manual per le attività cross-border. In base a questa bozza, i privati potrebbero inviare crypto all’estero solo tramite fornitori locali autorizzati e all’interno del proprio spazio estero già disponibile. Le aziende, invece, non potrebbero spostare crypto oltre confine senza un’autorizzazione separata della SARB.
La Financial Sector Conduct Authority aveva concesso licenze a 310 crypto asset service provider entro fine marzo, ma secondo la bozza questa licenza non sarebbe sufficiente per operare oltre confine. I fornitori avrebbero quindi bisogno di un’ulteriore autorizzazione della SARB all’interno di un sistema a tre livelli che non è ancora in vigore. Il settore ha espresso preoccupazioni per ulteriori oneri di compliance e operativi, mentre il governo sta anche valutando l’allineamento con le regole esistenti sui flussi di capitale.
Perché conta a livello regionale
Secondo Chainalysis, il Sudafrica funziona anche come hub crypto regionale. I flussi di pagamento verso Nigeria, Kenya, RDC, Tanzania, Namibia e Zimbabwe si sovrappongono ai più ampi rapporti di investimento del Paese. Se le nuove regole verranno irrigidite, quindi, potrebbero colpire non solo gli utenti locali, ma anche il modo in cui la crypto si muove oltre i confini nella regione.
Il tempismo è ancora più rilevante perché il Sudafrica nell’ottobre 2025 è uscito dalla lista grigia per i rischi di riciclaggio. Il governo non ha ancora indicato una data per una seconda bozza, ma il ministro delle Finanze Enoch Godongwana ha detto il 21 ottobre che Treasury intende pubblicarla dopo le migliaia di commenti arrivati dal mercato.