Standard Chartered ottiene la licenza MiCA dopo l’aggiornamento ESMA
ESMA ha aggiunto 37 nuovi operatori al registro, mentre Standard Chartered può avviare i suoi servizi di custody sotto il quadro UE tramite il Lussemburgo.

In breve
- Standard Chartered ha ottenuto, tramite Standard Chartered Luxembourg S.A., un’autorizzazione MiCA e una licenza da Electronic Money Institution.
- ESMA ha aggiunto 37 crypto firms in più al registro, portando il totale nell’UE a 280 operatori autorizzati.
- Dopo la fine del periodo di transizione MiCA il 1 luglio, i soggetti senza autorizzazione non possono più servire clienti UE sotto i vecchi regimi nazionali.
Standard Chartered ha messo a segno la sua licenza MiCA, mentre il regolatore europeo ESMA ha aggiornato il registro aggiungendo altri 37 crypto firms. Il totale dei crypto-asset service provider autorizzati nell’UE sale così a 280, nel primo vero giro di licenze dopo la chiusura del periodo di transizione di MiCA, terminato il 1 luglio.
Primo giro dopo la scadenza
L’aggiornamento arriva in un momento chiave. Fino al 1 luglio, alcuni operatori potevano ancora continuare a lavorare in base alle norme nazionali grazie alla clausola di grandfathering prevista da MiCA. Da ora in poi, però, questo margine non esiste più. Per chi non ha ottenuto l’autorizzazione in tempo, significa non poter più offrire servizi ai clienti UE sotto i vecchi regimi nazionali.
ESMA aggiorna il registro provvisorio con cadenza settimanale, quindi la lista offre una fotografia abbastanza chiara di un mercato che si sta adattando rapidamente al nuovo quadro europeo. MiCA è la prima normativa ampia dell’Unione dedicata agli crypto-assets e punta ad armonizzare regole su trasparenza, disclosure e requisiti operativi.
Il dato interessante è che tra i nuovi nomi ci sono realtà molto diverse tra loro. Accanto a operatori nativi del settore crypto come il prime broker FalconX e Sygnum Europe compare anche CACEIS, controllata di Crédit Agricole, per gli emittenti di e-money token. Segno che il processo di autorizzazione non riguarda solo i player crypto più noti, ma anche i gruppi finanziari tradizionali che stanno cercando di rafforzare la propria presenza nel settore.
Standard Chartered sceglie il Lussemburgo
Standard Chartered ha ottenuto sia un’autorizzazione MiCA sia una licenza da Electronic Money Institution tramite Standard Chartered Luxembourg S.A. Il gruppo ha costituito questa entità nel 2025 per portare le attività di digital asset custody all’interno dell’UE. Finora operava ancora sotto il regime nazionale lussemburghese per i virtual asset service provider, ma con lo status MiCA può in teoria espandersi tramite passporting, restando comunque soggetto agli ulteriori passaggi autorizzativi previsti.
Secondo Laurent Marochini, CEO di Standard Chartered Luxembourg, la licenza permette di distribuire i servizi in modo graduale ai clienti europei. La banca collega questo passaggio alle attività di custody già attive in Asia e in Medio Oriente.
Cosa significa per l’Europa
Per chi segue il settore crypto in Europa, il punto centrale è che MiCA sta diventando una struttura operativa concreta, non solo un impianto normativo sulla carta. L’unione tra registro centrale e passporting può semplificare l’accesso agli operatori regolamentati, mentre chi non ha un’autorizzazione completa rischia di restare fuori più rapidamente. Questo potrebbe accelerare ulteriormente la concentrazione del mercato e riportare il Lussemburgo al centro come punto d’ingresso per gli operatori internazionali.
L’aggiornamento si inserisce anche in un trend più ampio, con banche e istituzioni finanziarie tradizionali che portano i propri servizi crypto sotto il controllo europeo. Resta però aperto un tema importante: quanto siano rigorose le singole aziende nel definire le proprie regole di rischio, soprattutto quando si parla di clienti attivi in crypto o in Web3.