La Corte Suprema blocca il licenziamento di Cook, Bitcoin sotto pressione
La decisione mantiene indipendente la Fed, mentre i timori sui tassi e i deflussi dagli ETF su Bitcoin aumentano la pressione su BTC. Anche per gli investitori europei resta decisivo il percorso dei tassi negli Stati Uniti.

In breve
- La Corte Suprema degli Stati Uniti ha sospeso temporaneamente il tentativo di Donald Trump di rimuovere Lisa Cook dal board della Fed.
- Nel breve periodo, questo lascia la Federal Reserve fuori dalla portata della politica e rende meno probabile un cambio rapido di rotta sui tassi.
- Bitcoin resta sotto pressione: il prezzo è sceso sotto i 60.000 dollari, mentre tassi più alti e deflussi dagli ETF su Bitcoin continuano a pesare sugli asset rischiosi.
La Corte Suprema degli Stati Uniti ha deciso il 29 giugno, con 5 voti a 4, che il presidente Donald Trump non può al momento licenziare la governatrice della Federal Reserve Lisa Cook. Per Bitcoin si tratta di un segnale sfavorevole: la Fed resta infatti sulla sua traiettoria nel breve periodo, mentre tassi più elevati tendono a mettere sotto pressione gli asset rischiosi che non generano rendimento.
La Fed resta fuori dalla sfera politica
La decisione conferma, almeno per ora, l'indipendenza della Federal Reserve in una fase in cui il mercato crypto si aspettava già un orientamento più severo sui tassi. In sostanza, Trump non può sostituire Cook con una figura più incline a sostenere tagli dei tassi. Questo riduce anche la possibilità di vedere a breve un board più dovish.
L'autonomia della banca centrale è un punto chiave per la politica monetaria, perché consente di prendere decisioni basate su inflazione e occupazione, e non sulle pressioni della politica. La storia mostra che non è un aspetto secondario: quando la Fed ha avuto meno margine di manovra, l'inflazione ha spesso mostrato una maggiore resistenza. Per chi investe in crypto, il tema è centrale, perché le aspettative sui tassi influenzano in modo diretto la domanda di Bitcoin e degli altri asset più speculativi.
Bitcoin sente i timori sui tassi
Il momento della decisione non aiuta Bitcoin. A giugno, il Federal Open Market Committee ha di fatto cancellato le attese di tagli dei tassi nel 2026 e ha persino riaperto la porta a nuovi rialzi. Nello stesso periodo sono proseguiti anche i deflussi dagli ETF su Bitcoin, con gli investitori che hanno continuato a ridurre l'esposizione agli asset privi di rendimento.
Lunedì Bitcoin è sceso sotto i 60.000 dollari (52.600 euro), portandosi così a oltre il 50 per cento dal massimo storico. La sentenza della Corte Suprema non cambia subito questo scenario, ma elimina uno dei pochi possibili catalizzatori di breve termine che avrebbe potuto rendere la Fed più accomodante più rapidamente.
Perché in Europa conta
Per chi segue il mercato crypto dall'Europa, questa vicenda ricorda quanto le decisioni monetarie e politiche degli Stati Uniti continuino a influenzare il settore. Gli USA non incidono solo sul quadro dei tassi, ma anche sul sentiment verso gli ETF su Bitcoin e sui flussi più ampi verso gli asset risk-on. Proprio perché la Fed resta indipendente, il percorso dei tassi potrebbe rimanere più rigido più a lungo di quanto molti investitori sperassero, e questo riporta al centro i dati macro per il crypto.
L'incrocio tra una Fed ancora rigida e i continui deflussi dagli ETF su Bitcoin mostra quanto il mercato resti esposto alla pressione macroeconomica. Finché i flussi non torneranno positivi, per Bitcoin sarà difficile costruire un recupero solido.