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Tether congela 131 wallet TRON dopo le sanzioni OFAC

La misura segue le sanzioni OFAC contro ISIS-Khorasan; secondo Chainalysis, i flussi passavano tramite TRON e in parte attraverso exchange crypto siriani.

Tether congela 131 wallet TRON dopo le sanzioni OFAC

In breve

  • Tether ha congelato i fondi presenti in tutti i 131 wallet TRON inseriti dall’OFAC nella lista sanzioni per i legami con ISIS-Khorasan.
  • Chainalysis indica che i 131 indirizzi TRON hanno ricevuto complessivamente oltre $1,4 milioni dal 2023 e ne hanno poi trasferiti più di $880.000.
  • Il caso si inserisce in una tendenza più ampia, con emittenti di stablecoin ed exchange crypto sempre più spesso coinvolti nella collaborazione con le forze dell’ordine.

Tether ha bloccato i fondi in tutti i 131 wallet TRON che l’OFAC statunitense ha inserito il 1 luglio nella lista sanzioni per i presunti legami con ISIS-Khorasan. La società che emette la stablecoin conferma così, ancora una volta, quanto rapidamente i soggetti privati possano intervenire quando le autorità collegano indirizzi crypto a rischi di sanzioni e finanziamento del terrorismo.

Le sanzioni colpiscono gli indirizzi TRON

Secondo la società di analisi blockchain Chainalysis, l’aggiornamento porta a 134 gli indirizzi crypto identificati come riconducibili al gruppo: 131 su TRON e 3 su Monero. I wallet TRON coinvolti hanno ricevuto dal 2023 oltre $1,4 milioni (€1,2 milioni) e hanno poi inoltrato più di $880.000 (€773.100). Una parte di questi movimenti passava attraverso exchange crypto in Siria, mentre il cluster più ampio secondo Chainalysis mostrava anche una forte esposizione ai servizi tradizionali.

ISIS-K è attivo in Afghanistan, Pakistan e in alcune aree dell’Asia centrale. L’OFAC aveva già classificato il gruppo, nel settembre 2015, come Specially Designated Terrorist Group. Sempre secondo Chainalysis, il ramo mediatico al-Azaim Media Foundation in passato ha chiesto donazioni in crypto tramite siti web e piattaforme di messaggistica. Storicamente, queste raccolte erano di importo contenuto, un elemento che secondo la società di ricerca è coerente con le risorse limitate di molti sostenitori.

Più pressione sulle stablecoin

La vicenda si inserisce in un quadro più ampio, in cui emittenti di stablecoin ed exchange crypto collaborano sempre più spesso con le forze dell’ordine. In base alle informazioni disponibili, Tether ha ormai congelato oltre $4,4 miliardi (€3,9 miliardi) in asset digitali da quando ha iniziato a lavorare con le autorità. In precedenza, l’azienda aveva anche comunicato che la sua T3 Financial Crime Unit, insieme a TRON e TRM Labs, aveva già bloccato oltre $450 milioni (€395 milioni) in crypto illegali dal lancio nel settembre 2024.

Per chi segue il mercato crypto europeo, il tema è rilevante perché le stablecoin vengono considerate sempre più spesso un punto pratico di intervento nei casi di sanzioni. Allo stesso tempo, il riferimento a Monero mostra che per i regolatori le coin orientate alla privacy sono più difficili da monitorare rispetto a blockchain più trasparenti come TRON, e questo può alimentare ulteriormente il dibattito su compliance e tracciabilità. In un mercato più ampio in cui le stablecoin sono usate sempre di più per pagamenti e riserve, cresce anche la pressione sugli emittenti perché intervengano più rapidamente quando i loro token vengono usati in modo improprio.


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