Tillis e Gallego cercano un compromesso sulla Clarity Act
L’intesa non riguarda solo la supervisione tra SEC e CFTC, ma anche le regole etiche legate a Trump e i nodi più sensibili come DeFi e i rendimenti sulle stablecoin.

In breve
- I senatori Thom Tillis e Ruben Gallego stanno lavorando a un testo di compromesso per la Clarity Act, soprattutto sulle regole etiche legate ai rapporti crypto di funzionari pubblici.
- Il testo deve ancora passare dalla Casa Bianca e convincere abbastanza Democratici, mentre il Senato perde tempo prezioso in vista della pausa estiva.
- La legge include anche regole su DeFi, rendimenti stablecoin, supervisione tra SEC e CFTC e tutele più rigide per i consumatori nel settore crypto.
Il destino della Clarity Act negli Stati Uniti, stando a fonti vicine al dossier, dipende da un nuovo testo di compromesso che i senatori Thom Tillis e Ruben Gallego stanno mettendo a punto. Il nodo principale resta la norma etica pensata per limitare i legami diretti tra funzionari pubblici e progetti crypto, mentre il Senato si avvicina alla pausa estiva e lo spazio per arrivare a un voto si riduce rapidamente.
Nuovo testo per l’etica
Secondo chi segue da vicino i colloqui, quella parte del provvedimento sarebbe ormai definita, anche se non è chiaro chi abbia già potuto vedere l’ultima versione. Prima di arrivare in aula, però, il testo dovrà ancora passare dalla Casa Bianca e poi raccogliere abbastanza consensi tra i Democratici per portare il Digital Asset Market Clarity Act al voto al Senato.
Il capitolo etico è particolarmente sensibile sul piano politico, perché tocca in modo diretto le attività crypto del presidente Donald Trump. Trump ha di recente accettato una versione limitata della proposta, un passaggio che ha attirato l’attenzione del settore. I Democratici contrari sostengono però che l’impianto non lo obblighi davvero a rispettarla in modo sostanziale. La Casa Bianca, dal canto suo, ha descritto il limite come un freno etico senza precedenti, rivolto proprio al presidente.
Il tempo stringe al Senato
I negoziati si stanno muovendo dentro una finestra parlamentare molto stretta. Alla pausa estiva del Senato mancano ormai pochi giorni e il leader della maggioranza John Thune ha già avvertito che è probabile che la legge non riesca a completare tutti i passaggi in tempo. Se però un primo voto di cloture partisse già questa settimana, il provvedimento potrebbe comunque guadagnare terreno.
La Clarity Act, comunque, non si limita al tema dei conflitti di interesse. Nel testo ci sono anche norme su DeFi, compresa la questione se gli sviluppatori vadano trattati come money transmitter, e sui rendimenti delle stablecoin, un fronte su cui le lobby bancarie stanno tornando a fare pressione. La American Bankers Association chiede che il divieto sugli interessi sulle stablecoin non possa essere aggirato con premi o strutture simili.
La legge dovrà anche chiarire come autorità di vigilanza come SEC e CFTC si divideranno il mercato crypto e, secondo l’impianto proposto, introdurre tutele più solide per i consumatori nel rapporto con crypto exchange, broker e dealer. Tra queste figurano i custodian qualificati, la separazione dei fondi dei clienti e limiti al riutilizzo degli asset senza un consenso esplicito.
Perché conta
Per chi segue il settore crypto in Europa, la questione è rilevante soprattutto perché gli Stati Uniti, con la Clarity Act, stanno cercando di definire quali regole valgono per gli asset digitali e quale autorità debba vigilare su di essi. Un esito chiaro potrebbe offrire indicazioni utili su come grandi operatori di mercato, progetti DeFi ed emittenti di stablecoin costruiranno la propria strategia negli USA. Allo stesso tempo, il dibattito mostra quanto politica, vigilanza e struttura del mercato siano ormai sempre più intrecciate nel mondo crypto.
L’esame al Senato, inoltre, non è un episodio isolato: in un dossier separato sulla legge, gli operatori di mercato avevano già avvertito che l’esito potrebbe pesare in modo decisivo sulla regolamentazione crypto americana più ampia, dalla ripartizione delle competenze di vigilanza fino alla protezione dei consumatori.