Tom Lee attribuisce il calo di Ethereum al window dressing di fine trimestre
Lee vede la pressione di vendita come effetto della chiusura trimestrale, mentre Bitmine ha appena comprato altri 27.084 ETH e ha portato la sua posizione vicino al 5% dell’offerta.

In breve
- Tom Lee collega il recente calo di Ethereum al window dressing di fine trimestre, con i fondi che vendono le posizioni più deboli verso la fine del trimestre.
- Ethereum è sceso dell’8% in una settimana e nell’ultimo mese è quasi il 22% sotto, più di Bitcoin.
- Bitmine la scorsa settimana ha comprato altri 27.084 ETH e ora detiene 5.700.040 ETH, di cui oltre l’83% è in staking.
Il presidente di Bitmine, Tom Lee, ha spiegato il recente ribasso di Ethereum con il window dressing di fine trimestre. In pratica, secondo lui, i fondi tendono a liberarsi delle posizioni in perdita poco prima della chiusura del trimestre. Il suo intervento arriva mentre Bitmine continua ad accumulare ETH e resta tra i maggiori detentori corporate dell’asset.
Il window dressing pesa su ETH
Lee ha detto che l’ultima settimana è stata particolarmente difficile per chi investe in crypto, dopo che ETH ha lasciato sul terreno l’8%. A suo avviso, non c’è nulla di insolito nel vedere gli investitori ridurre l’esposizione agli asset che, negli ultimi tre mesi, hanno performato peggio proprio verso la fine di giugno. Il window dressing consiste infatti nel vendere le posizioni più deboli prima della chiusura dei conti trimestrali o delle finestre di rendicontazione, così da presentare portafogli più ordinati sulla carta.
Il movimento si inserisce in un quadro già fragile. Nell’ultimo mese Ethereum è sceso di quasi il 22%, più di Bitcoin, che nello stesso periodo ha perso il 19%. Questo lascia pensare a un possibile terzo trimestre consecutivo in rosso per ETH, anche se da solo non basta per parlare di un cambio strutturale di trend. Il contesto resta comunque quello di un mercato più ampio in cui Ethereum stava già andando verso una sequenza di tre trimestri negativi, pur con alcuni segnali di recupero.
Bitmine continua ad accumulare
Nel frattempo, Bitmine ha approfittato della debolezza per aumentare ancora la propria esposizione. La scorsa settimana la società ha acquistato altri 27.084 ETH e ha comunicato un totale di 5.700.040 ETH, per un valore di circa $9 miliardi (€7,9 miliardi). La quota corrisponde al 4,7% dell’offerta complessiva di ETH, pari a 120,7 milioni di token, e al 94% dell’obiettivo del 5% fissato da Bitmine.
Stando ai dati già diffusi dalla società, oltre l’83% di questi ETH è in staking tramite il Made in America Validator Network, o MAVAN. In questo modo Bitmine non si limita a tenere ETH in bilancio, ma lo usa anche per contribuire alla sicurezza della rete Ethereum e per ottenere rendimenti da staking.
Perché conta
Per chi segue le crypto in Europa, il punto centrale è che pochi grandi compratori possono ormai incidere parecchio sull’andamento di Ethereum. Se un player come Bitmine continua ad acquistare mentre il prezzo resta sotto pressione, il segnale è soprattutto sulla fiducia dei grandi holder, anche se non dice molto sulla direzione del mercato nel breve periodo. La combinazione tra accumulo in tesoreria e staking mostra anche come ETH venga visto sempre più come una posizione strategica di bilancio, e non soltanto come un asset da trading.