Wisconsin fa causa a Circle per il mancato recupero di USDC
Il Wisconsin accusa Circle di aver ignorato un ordine del tribunale legato a 381.000 USDC rubati. Il caso riapre il tema del ruolo degli emittenti di stablecoin nel recupero dei fondi e della compliance MiCA.

In breve
- I procuratori del Wisconsin hanno portato in tribunale Circle, sostenendo che la società abbia ignorato un ordine del giudice per recuperare 381.000 USDC sottratti con una truffa.
- Circle aveva congelato i token, ma in seguito ha rifiutato di annullarli e di emettere un importo equivalente all’ufficio dello sceriffo.
- La vicenda riapre il dibattito su quanto debbano intervenire gli emittenti di stablecoin nel recupero dopo una frode, un tema che riguarda da vicino anche l’Europa.
I procuratori del Wisconsin hanno presentato una denuncia penale contro Circle, sostenendo che l’emittente di USDC non abbia rispettato un ordine del tribunale per recuperare circa 381.000 token sottratti a una vittima di una truffa locale. La vicenda mette al centro il tema della responsabilità degli emittenti di stablecoin quando si tratta di restituire crypto rubate.
Caso di truffa legato a USDC
Tutto è iniziato nel maggio 2025, quando un residente della contea di Walworth ha ricevuto un SMS non richiesto da un truffatore che si presentava come Lenora. Sfruttando una presunta relazione romantica, il criminale è riuscito a far convertire una parte dei risparmi della vittima in USD Coin, meglio conosciuto come USDC, attraverso una falsa piattaforma di investimento.
Secondo gli atti del tribunale, nell’agosto dell’anno scorso un giudice aveva ordinato a Circle di congelare i token, e l’azienda aveva eseguito il provvedimento. A dicembre è poi arrivato un secondo ordine, questa volta per annullare i token e riemettere un importo equivalente all’ufficio dello sceriffo. Circle ha però detto di no, e i procuratori hanno successivamente accusato la società crypto di ostruzione della giustizia, un reato minore.
Circle respinge la denuncia e, nella richiesta di archiviazione, richiama limiti tecnici e assenza di giurisdizione. Il procuratore della contea di Walworth, Thomas Binger, ha invece sottolineato che gli strumenti a disposizione delle autorità non riescono a stare al passo con quelli usati dai criminali.
Tether sceglie un approccio diverso
Il caso pesa ancora di più se si guarda al comportamento di Tether, l’emittente di USDT, che in situazioni simili collabora spesso con le forze dell’ordine. L’azienda afferma di aver congelato circa $4.7 miliardi (€4.1 miliardi) in fondi criminali e spiega che il suo software può distruggere e sostituire i token presenti nei wallet dei criminali. Secondo Tether, questo meccanismo ha già permesso di restituire $1.1 miliardi (€1 miliardo) alle vittime.
A rendere il quadro ancora più rilevante è anche il contesto generale. L’FBI ha segnalato per il 2025 un record di perdite da frodi crypto pari a $11.4 miliardi (€10 miliardi), con oltre 18.500 vittime che hanno perso ciascuna più di $100,000 (€87,500). Nel frattempo, le truffe alimentate dall’AI continuano a muoversi più velocemente dei controlli che molti sistemi di enforcement riescono a mettere in campo.
Circle, dal canto suo, punta tutto sul congelamento attraverso un processo legale. Questa impostazione dovrebbe evitare interventi arbitrari o politicamente motivati, ma ha anche contribuito a far guadagnare terreno a USDC in Europa sotto le regole MiCA. Per questo la disputa aperta in Wisconsin conta anche fuori dagli USA, perché gli emittenti di stablecoin sono sempre più spesso chiamati a chiarire dove finiscono i loro obblighi e dove inizia la tutela delle vittime.
Cosa significa per l’Europa
Per chi segue il settore crypto in Europa, l’aspetto più interessante è che il caso mostra quanto possano essere diverse le strategie degli emittenti di stablecoin quando si tratta di recuperare fondi dopo una frode. L’esito della causa potrebbe influenzare il dibattito sul ruolo di emittenti, autorità di vigilanza e tribunali quando i token sono già stati spostati tramite una truffa. In un mercato in cui compliance e protezione degli utenti pesano sempre di più, una vicenda del genere può incidere anche su come le aziende organizzano le procedure di congelamento e recupero.