La decentralizzazione di XRP sotto attacco dopo le critiche di Cyber Capital
Cyber Capital mette in dubbio la governance dell’XRP Ledger, mentre Evernorth si prepara alla quotazione sul Nasdaq come società di tesoreria XRP.

In breve
- Justin Bons di Cyber Capital definisce “frode” la tesi secondo cui XRP sarebbe decentralizzato e critica la struttura di consenso dell’XRP Ledger.
- Secondo Bons, XRP nella pratica assomiglia a un sistema Proof of Authority, con molta influenza per le liste di validatori permissioned di Ripple e della XRP Ledger Foundation.
- Evernorth, sostenuta da Ripple, si aspetta di essere quotata sul Nasdaq il 12 ottobre con ticker XRPN, mentre si riaccende il dibattito sulla decentralizzazione di XRP.
Justin Bons, fondatore di Cyber Capital, ha criticato duramente la tesi secondo cui XRP sarebbe decentralizzato. Secondo lui, vendere XRP agli investitori retail come se fosse una rete decentralizzata è “frode”. La discussione arriva in un momento delicato, perché Evernorth si sta preparando al suo debutto sul Nasdaq con ticker XRPN.
Critiche all’XRP Ledger
Il punto centrale delle obiezioni di Bons riguarda il modo in cui l’XRP Ledger raggiunge il consenso. Sostiene che XRP, nella pratica, funzioni come un sistema Proof of Authority, in cui il potere è nelle mani di liste di validatori permissioned pubblicate da Ripple e dalla XRP Ledger Foundation. Secondo lui, le parti che gestiscono quelle liste hanno troppa influenza su chi può partecipare e su come funziona la rete.
Bons ha anche avvertito sul lato sicurezza del dibattito. Secondo lui, modifiche software non rese pubbliche creano rischi inutili per i partecipanti alla rete e per gli investitori. La modifica proposta poteva essere attivata il 9 ottobre se i validator avessero dato abbastanza supporto secondo le regole di voto della rete.
Schwartz difende la rete
David Schwartz, CTO Emeritus di Ripple e uno degli architetti originali del ledger, respinge questa lettura. In passato ha detto che chiunque può far girare un nodo o un validator e che la Unique Node List non dà un vero controllo sulla governance. Secondo Schwartz, i nodi onesti fanno rispettare le regole e, in caso di conflitto, a decidere è alla fine la scelta del software, proprio come su altre reti.
La discussione quindi non riguarda solo la tecnologia, ma anche la fiducia. Per gli investitori, la cosa più importante è che la domanda se XRP sia davvero decentralizzato torna di nuovo al centro proprio nel momento in cui un nuovo veicolo quotato legato al token arriva sul mercato.
Perché Evernorth conta
Evernorth, la società di tesoreria XRP sostenuta da Ripple, si aspetta di completare la fusione con Armada Acquisition Corp. II. Se la quotazione andrà avanti, l’azienda sarà quotata sul Nasdaq lunedì 12 ottobre con il ticker XRPN. La società detiene circa 473 milioni di token e ha il sostegno, tra gli altri, di Ripple, Pantera e Kraken.
Per chi segue le crypto in Europa, questo tempismo è rilevante, perché mostra come una quotazione pubblica e un dibattito sulla struttura della rete si rafforzino a vicenda. Il lancio rende anche chiaro che il mercato non guarda solo al token, ma anche alla parte che detiene i token.