Gli afflussi negli ETF su XRP continuano, ma il prezzo resta sotto pressione
I fondi su XRP hanno registrato nuovi afflussi a luglio, ma il prezzo spot resta debole. Intanto cresce l’interesse per gli ETF sulle altcoin, con Solana e Bitcoin/Ethereum ancora in testa ai flussi di capitale.

In breve
- Gli ETF su XRP hanno attirato 27,29 milioni di dollari a luglio, segnando il quarto mese consecutivo di afflussi netti.
- Nonostante quasi 1,5 miliardi di dollari di afflussi cumulativi, XRP vale circa 1,08 dollari, cioè circa il 40% in meno rispetto a inizio anno.
- Il prezzo continua a restare indietro per la pressione in vendita e per segnali tecnici ancora deboli, mentre i fondi su Bitcoin ed Ethereum restano i più forti del mercato.
Gli ETF su XRP hanno continuato ad attirare capitali anche a luglio, ma il token non ha seguito lo stesso ritmo. Pur avendo messo a segno il quarto mese consecutivo di afflussi netti, XRP scambia intorno a 1,08 dollari (0,94 euro), circa il 40% sotto i livelli di inizio anno. E il quadro generale del mercato crypto resta ancora fragile.
Quarto mese di fila di afflussi
Gli exchange-traded funds garantiti da XRP hanno raccolto 27,29 milioni di dollari (23,8 milioni di euro) nel mese di luglio. Con questo dato, gli afflussi cumulativi salgono a quasi 1,5 miliardi di dollari (1,3 miliardi di euro), il livello più alto tra i prodotti legati alle altcoin. Da aprile, i fondi sono rimasti sostanzialmente sempre in territorio positivo: 81,59 milioni di dollari (71 milioni di euro) ad aprile, 131,94 milioni di dollari (115 milioni di euro) a maggio, 59,46 milioni di dollari (51,8 milioni di euro) a giugno e altri 27,29 milioni di dollari (23,8 milioni di euro) a luglio.
Il flusso costante è interessante, soprattutto perché a luglio il ritmo degli afflussi si è chiaramente rallentato. Anche così, XRP ha continuato a intercettare capitale, mentre diversi fondi su altcoin più piccole non hanno visto alcun afflusso netto nel corso del mese.
Perché il prezzo resta indietro
La domanda di ETF, almeno per ora, non è bastata a sostenere il prezzo. Secondo il mercato, una parte della pressione arriverebbe da un venditore ben preciso: il CEO di Grayscale, Peter Mintzberg, ha presentato una richiesta per vendere quote di XRP ETF che deteneva già prima della quotazione del fondo. Il prezzo indicato per la vendita è stato fissato a 20,45 dollari (18 euro) per quota, circa la metà rispetto a quanto avevano ottenuto altri insider di Grayscale a gennaio.
Anche sul piano tecnico il quadro non è particolarmente convincente. XRP ha toccato di recente livelli di ipervenduto mai visti prima, ma tra i trader resta aperto il dubbio su quanto la fase di vendita sia davvero finita. Il tutto si inserisce in un contesto più ampio in cui gli afflussi istituzionali non si traducono automaticamente, e subito, in un rialzo del prezzo.
Cosa significa per l’Europa
Per chi investe in crypto dall’Europa, il messaggio è chiaro: afflussi negli ETF e andamento del prezzo non vanno sempre nella stessa direzione, nemmeno nel caso di una grande altcoin come XRP. Il lancio degli ETF su XRP a fine 2025 è arrivato insieme a una maggiore chiarezza sui crypto exchange-traded products, anche grazie alle nuove linee guida della SEC sui generic listing standards. Questo potrebbe rendere più maturo il mercato dei prodotti legati alle altcoin, anche se l’effetto non si vede necessariamente subito sul prezzo spot.
In più, la competizione per attirare capitale resta molto forte. I fondi su Solana hanno raccolto circa 1,15 miliardi di dollari (1 miliardo di euro) dal lancio e a luglio sono tornati al secondo posto, mentre i fondi Hyperliquid, dopo una fase molto positiva, hanno registrato per la prima volta deflussi netti nel mese di luglio. Nel frattempo, i fondi su Bitcoin ed Ethereum continuano a dominare la categoria, con afflussi a luglio pari rispettivamente a 172 milioni di dollari (150 milioni di euro) e 365 milioni di dollari (318 milioni di euro).