Le truffe crypto con l’AI avanzano nonostante forensics migliori
Le blockchain-forensics aiutano sempre meglio, ma nel 2025 le frodi via AI, tra deepfake e finti supporti, continuano a crescere in fretta. Chainalysis stima i danni in $17 miliardi.

In breve
- Le blockchain-forensics sono migliorate molto e, secondo il testo, hanno già congelato o recuperato circa $34 miliardi di fondi illeciti.
- Le crypto scam guidate dall’AI hanno causato nel 2025 danni stimati in $17 miliardi e sono state 4,5 volte più redditizie delle truffe tradizionali.
- I truffatori usano finti supporti, deepfake e identità clonate, così molti attacchi iniziano già prima delle transazioni on-chain.
Negli ultimi anni le blockchain-forensics hanno fatto passi avanti importanti, ma questo non ha frenato la crescita delle AI-driven crypto scams nel 2025. Stando ai dati riportati, i danni sono arrivati a circa $17 miliardi (€14,8 miliardi), mentre gli attaccanti hanno affinato tecniche sempre più rapide e credibili, tra finti supporti, deepfake e identità clonate.
Le forensics sono diventate mature
Le piattaforme di blockchain-forensics come Chainalysis, TRM Labs ed Elliptic hanno già permesso, secondo il testo, di congelare o recuperare circa $34 miliardi (€29,7 miliardi) di fondi illeciti. Oggi più di 45 autorità di controllo nel mondo le usano come strumento standard. Grazie al wallet clustering e all’entity attribution, seguire i flussi di denaro rubato è diventato molto più preciso e, in molti casi, utilizzabile anche in tribunale.
La nuova generazione di strumenti non si limita più a ricostruire ciò che è già successo. Alcuni sistemi analizzano decine di segnali comportamentali, si aggiornano ogni giorno e dichiarano persino di poter individuare wallet sospetti prima che avvenga un’azione concreta. Anche gli scanner per i rug pull sono ormai integrati negli AI trading agent, che in pochi secondi controllano aspetti come liquidity lock, freeze authority e la cronologia del deployer.
L’AI rende la frode scalabile
Dall’altra parte del mercato, però, si vede bene perché questi progressi non bastano da soli. Chainalysis stima le perdite totali da crypto scam e frodi nel 2025 a circa $17 miliardi (€14,8 miliardi), in aumento rispetto ai $9,9 miliardi (€8,6 miliardi) dell’anno precedente. Anche l’FBI ha segnalato $11,36 miliardi di frodi crypto solo negli Stati Uniti, con una crescita del 22 per cento su base annua.
Un dato che spicca è che le AI scams sono diventate molto più redditizie delle versioni tradizionali. Secondo Chainalysis, quelle guidate dall’AI hanno generato profitti 4,5 volte superiori. Le frodi di impersonificazione, in cui i criminali si spacciano per banche, investitori o crypto influencer, sono aumentate del 1.400 per cento secondo il contesto fornito. Il meccanismo è sempre più spesso lo stesso: prima si studia la vittima, poi si costruisce un attacco su misura, invece di puntare su campagne massive e poco raffinate.
Perché resta importante
Per chi segue il settore crypto in Europa, il messaggio è chiaro: rilevare meglio non vuol dire automaticamente fermare più frodi. Il testo mostra infatti che gli strumenti di sicurezza sono sempre più efficaci nell’analizzare wallet e transazioni, mentre molte truffe basate sull’AI partono già prima del primo movimento on-chain. Di conseguenza, per crypto exchange, autorità e utenti diventa più difficile affidarsi soltanto ai dati della blockchain.
Anche il caso del clone di smart contract dopo il blitz dell’FBI su NexFundAI mostra quanto velocemente gli attaccanti riescano a copiare tattiche appena rese pubbliche. Per il comparto crypto significa che l’infrastruttura di difesa e i sistemi di rilevamento migliorano, ma spesso anche il fronte offensivo impara ancora più in fretta dalle stesse informazioni.
La dimensione legale di questa sfida emerge anche in casi come la sentenza contro NanoBit, dove secondo l’autorità americana una finta piattaforma di trading avrebbe dirottato i fondi degli investitori invece di eseguire operazioni di mercato.