L’Australia inasprisce le regole per gli exchange crypto
ASIC impone requisiti più severi a exchange e custodian, con attenzione a fondi dei clienti, buffer e licenze. L’Australia segue così la linea di MiCA e di altre grandi giurisdizioni.

In breve
- ASIC propone regole più severe per gli exchange crypto e i custodian digitali, con requisiti su fondi dei clienti, transazioni e buffer finanziari.
- Le aziende devono adeguare la propria licenza o approvazione prima che il nuovo quadro entri in vigore il prossimo anno.
- L’Australia cita FTX e Cryptopia come esempi dei rischi legati a controlli e sicurezza insufficienti.
L’Australia compie un nuovo passo nella regolamentazione delle crypto. L’autorità di vigilanza ASIC ha pubblicato proposte per regole più severe per gli exchange crypto e i custodian digitali. L’attenzione è rivolta alla protezione dei fondi dei clienti, all’esecuzione delle transazioni e ai buffer finanziari. Le aziende soggette alle regole dovranno adeguare la propria licenza o approvazione prima che il nuovo quadro entri in vigore il prossimo anno.
Licenze e vigilanza
ASIC ha aperto giovedì una consultazione sulle nuove regole. Questa resterà aperta fino al 27 novembre, dopodiché l’autorità di vigilanza prevede di pubblicare le linee guida e gli standard definitivi a marzo 2027. Le proposte fanno parte di una legge più ampia approvata dal parlamento australiano ad aprile e che entrerà in vigore dal 9 aprile 2027.
Secondo il nuovo impianto, le piattaforme di asset digitali e le piattaforme di custodia tokenizzata dovranno avere una licenza Australian Financial Services presso ASIC per poter operare legalmente in Australia. In questo modo il Paese avvicina le crypto allo stesso quadro di vigilanza delle società finanziarie tradizionali.
Lezioni da shock precedenti
Il tempismo non è casuale. L’Australia cita in modo esplicito il crollo di FTX nel 2022, quando circa 30.000 clienti australiani non hanno più avuto accesso ai propri fondi. Anche il fallimento di Cryptopia nella vicina Nuova Zelanda, dopo un grande hack tre anni prima, resta un esempio importante di cosa può andare storto quando controlli e sicurezza non bastano.
Perché è rilevante
Per chi segue le crypto in Europa, questo è interessante soprattutto perché l’Australia si sta muovendo nella stessa direzione dell’Unione Europea, di Singapore e di Hong Kong. Questi Paesi e regioni stanno tutti costruendo un quadro separato per le crypto, con più attenzione a licenze, tutela dei clienti e integrità del mercato. Questo mostra che regole più severe per gli exchange crypto stanno diventando sempre più la norma a livello globale. Anche in Europa la tendenza è visibile: di recente l’autorità di vigilanza britannica ha aperto un percorso di licenza per le aziende crypto, con un’attenzione simile all’autorizzazione formale e alla vigilanza.