Bitcoin sopra i 65.000 dollari mentre il mercato aspetta l’inflazione USA
I trader guardano soprattutto ai dati sull’inflazione americana di mercoledì, dopo un report sul lavoro più debole che ha smorzato le aspettative sui tassi per la Fed.

In breve
- Bitcoin è salito lunedì oltre i 65.000 dollari e su base settimanale viaggia con un guadagno di quasi il 3%.
- Gli investitori attendono i dati sull’inflazione americana di mercoledì, che potrebbero rafforzare o frenare il recente movimento al rialzo.
- Il mercato crypto nel complesso e le azioni hanno chiuso in positivo, mentre XRP, Dogecoin e alcuni token più piccoli sono rimasti più deboli.
Bitcoin ha superato lunedì i 65.000 dollari (56.400 euro), mentre i trader si preparano alla pubblicazione dei nuovi dati sull’inflazione americana nel corso della settimana. Su base settimanale la criptovaluta è quindi quasi al 3% in più, sostenuta da un contesto che sembra beneficiare anche del raffreddamento del mercato del lavoro e dell’idea che, almeno per ora, la Federal Reserve abbia meno urgenza di intervenire sui tassi.
Inflazione come prossimo test
I dati sull’inflazione americana di luglio usciranno mercoledì alle 8:30 ET. Il mercato vuole capire soprattutto se queste cifre potranno confermare il rimbalzo recente di Bitcoin oppure mettergli un freno. Dopo il report debole sul lavoro di venerdì, si sono attenuate le preoccupazioni su un possibile nuovo rialzo dei tassi da parte della Fed nel breve periodo, e questo ha dato una spinta non solo al comparto crypto, ma anche alle azioni.
Bitcoin, però, non si muove da solo. Nella seduta di lunedì il mercato crypto ha mostrato un andamento diffuso in verde, con Ether intorno a 1.919 dollari (1.660 euro) e BNB a 603 dollari (523 euro). Solana ha sovraperformato le altre principali monete e ha sfiorato i 77 dollari (67 euro), mentre Tron è rimasto fermo a 33 centesimi. XRP è stata l’unica grande criptovaluta a restare nettamente indietro, chiudendo in calo sia nella giornata sia nell’arco della settimana.
Il mercato più ampio resta orientato al rischio
Il tono positivo non si è visto solo nel crypto. L’indice MSCI All Country World ha messo a segno un lieve rialzo, arrivando al settimo progresso in otto sedute, mentre l’S&P 500 ha aggiornato i massimi dopo il report debole sul lavoro. In Asia, a guidare i listini sono stati i produttori di chip, un segnale di una più ampia propensione al rischio tra gli investitori.
Per i trader crypto questo scenario è particolarmente rilevante, perché negli ultimi giorni Bitcoin si è mosso in linea con il sentiment delle azioni e con le aspettative sui tassi. Allo stesso tempo, dai dati di mercato emerge che la moneta non ha ancora superato in modo convincente la prossima area di resistenza, quindi il dato sull’inflazione di mercoledì pesa ancora di più. Il quadro si inserisce anche in Bitcoin tiene i 65.000 dollari, ma il test è vicino, dove gli analisti avevano già avvertito che il recente rialzo non aveva ancora confermato una rottura solida.
Le altcoin si muovono in modo diverso
Non tutti i token hanno beneficiato allo stesso modo del rialzo. HYPE di Hyperliquid ha perso leggermente terreno, pur restando in positivo su base settimanale, mentre Dogecoin è scesa sotto i 7 centesimi. Il messaggio è chiaro: il recupero recente del mercato crypto è trainato soprattutto dai nomi più grandi, mentre le monete più piccole reagiscono in modo più selettivo al sentiment generale.
Negli ultimi dieci giorni Bitcoin ha dovuto fare i conti anche con diversi episodi tecnici e di sicurezza nel settore, tra cui sweep contro wallet basati su Coldcard, un errore critico in BTCPay Server e una chain split legata a BIP-110. Questo ricorda che la fiducia nel mercato non dipende solo dai dati macro, ma anche dalla solidità dell’infrastruttura crypto su cui tutto si regge. La tensione attorno al dibattito sul protocollo era già emersa in Bitcoin BIP-110 riceve pochissimo sostegno verso la scadenza di agosto, dove è emerso che il supporto dei miner per la soft fork proposta era ben sotto la soglia richiesta.