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Bitcoin resta sotto i 67.000 dollari nonostante l’ottimismo per l’accordo di pace tra USA e Iran

Bitcoin resta sotto i 67.000 dollari mentre i trader aspettano ancora l’accordo tra USA e Iran. Anche i deflussi dagli ETF e le banche centrali tengono per ora il mercato prudente.

Bitcoin resta sotto i 67.000 dollari nonostante l’ottimismo per l’accordo di pace tra USA e Iran

In breve

  • Bitcoin è salito per poco sopra i 67.000 dollari, ma poi è sceso di nuovo sotto i 66.000 dollari per la reazione prudente all’accordo di pace tra USA e Iran.
  • I trader aspettano la firma ufficiale del 19 giugno in Svizzera prima di considerare l’accordo davvero duraturo.
  • I deflussi dagli spot Bitcoin ETF statunitensi e le decisioni delle banche centrali potrebbero influenzare ancora di più la volatilità di Bitcoin.

Bitcoin è salito lunedì sera per poco sopra i 67.000 dollari (€57.700), ma poi è tornato sotto i 66.000 dollari (€56.900). Questo ribasso mostra quanto i trader crypto siano ancora cauti rispetto al recente accordo di pace tra Stati Uniti e Iran, che invece ha dato una spinta ad altri mercati.

Reazione prudente all’accordo di pace

Il mercato crypto sta reagendo con scetticismo all’accordo, anche perché i precedenti cessate il fuoco tra i due Paesi non hanno retto. Bitcoin martedì quotava 65.845 dollari (€56.700), in rialzo dello 0,3% nelle ultime 24 ore e di quasi il 5% nell’ultima settimana. Anche Ethereum e Solana hanno mostrato movimenti positivi, con rialzi rispettivamente del 2,8% e del 3,2%. Anche XRP è salito del 3,2%. Nonostante l’ottimismo sui mercati tradizionali, come il rialzo dell’1,7% dell’S&P 500 e del 3,1% del Nasdaq 100, Bitcoin resta relativamente stabile.

L’apertura dello Stretto di Hormuz, una rotta cruciale per il petrolio e il gas naturale liquefatto, è vista come una parte importante dell’accordo. Però i trader aspettano la firma ufficiale del 19 giugno in Svizzera prima di considerarlo davvero duraturo. Questo spiega in parte il tono prudente del mercato crypto. In passato, le notizie sull’accordo avevano già portato a un rapido rimbalzo della moneta, come ha mostrato la reazione al calo dei prezzi del petrolio.

Impatto degli investitori istituzionali e dei fattori macroeconomici

Il recente deflusso di circa 5,4 miliardi di dollari (€4,7 miliardi) dagli spot Bitcoin ETF statunitensi, inclusa una settimana record da 3,4 miliardi di dollari (€2,9 miliardi), segnala prudenza tra gli investitori istituzionali. Anche se questi deflussi si sono appena fermati, non si vede ancora un ritorno chiaro degli acquirenti marginali. Un segnale positivo è che continuano a essere ritirati coin dagli exchange e spostati in cold storage, cosa che limita l’offerta disponibile.

Oltre agli sviluppi geopolitici, contano anche i fattori macroeconomici. Le banche centrali, come la Bank of Japan che ha alzato i tassi all’1%, e la decisione in arrivo della Federal Reserve, possono influenzare la volatilità di Bitcoin. Al momento Bitcoin si comporta come un asset rischioso e molto volatile, quindi l’esito di questi eventi potrebbe essere decisivo per l’andamento del prezzo.

Perché conta per gli investitori crypto europei

Per gli investitori europei è importante capire che il mercato crypto resta molto sensibile agli sviluppi geopolitici internazionali e ai flussi di capitale istituzionale. L’atteggiamento attendista sull’accordo USA-Iran può indicare che il mercato mostrerà movimenti di prezzo significativi solo dopo una conferma formale di intese di questo tipo. Inoltre, le decisioni delle banche centrali nel mondo possono avere un effetto indiretto anche sul mercato crypto europeo, visto quanto i mercati finanziari globali siano intrecciati.


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