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I derivati di Bitcoin segnalano panico, i dati sull’inflazione USA possono innescare un rimbalzo

La forte domanda di put option segnala nervosismo, mentre l’inflazione PCE americana potrebbe dare una direzione a bitcoin e al mercato più ampio.

I derivati di Bitcoin segnalano panico, i dati sull’inflazione USA possono innescare un rimbalzo

In breve

  • I derivati di Bitcoin mostrano panico, con premi alti sulle put option per proteggersi dai ribassi.
  • Un’inflazione core PCE americana più bassa del previsto può migliorare il sentiment su bitcoin e sostenere un rimbalzo.
  • La debolezza tecnica di Strategy e la volatilità più ampia del mercato possono influenzare la direzione di bitcoin e degli investimenti collegati.

Il mercato di bitcoin mostra al momento segnali di panico, con gli investitori nei derivati che pagano un premio alto per proteggersi dai ribassi. In genere, questo tipo di condizioni di mercato può portare a una rapida correzione positiva del prezzo, se arriva il giusto catalizzatore. Per bitcoin, quel catalizzatore potrebbe essere proprio l’inflazione core americana, che verrà pubblicata a breve.

L’impatto dell’inflazione core su bitcoin

La core Personal Consumption Expenditures (PCE), la misura dell’inflazione preferita dalla Federal Reserve esclusi alimentari ed energia, è attesa al 3,4% su base annua per maggio. Si tratta di un lieve aumento rispetto ad aprile e del livello più alto dalla fine del 2023. Se questo dato sull’inflazione dovesse risultare più basso del previsto, potrebbe indicare un raffreddamento dell’inflazione di fondo, riducendo le probabilità di ulteriori rialzi dei tassi da parte della Fed. Uno scenario del genere può influenzare in positivo il sentiment su bitcoin, soprattutto ora che la criptovaluta è risalita da un minimo di 20 mesi intorno a $59.000 (€52.000) a circa $61.500 (€54.200).

L’attuale premio sulle put option rispetto alle call option su bitcoin indica un forte bias ribassista, simile alla situazione di febbraio, quando bitcoin trovò un minimo temporaneo intorno a $60.000 (€52.900) che resistette per mesi. Il recente calo dei prezzi del petrolio, che contribuisce a tenere più bassa l’inflazione headline, può far sembrare i dati sull’inflazione un po’ datati, creando ulteriore incertezza sul quadro inflazionistico e sulla politica della Fed.

Segnali tecnici e sviluppi più ampi del mercato

Oltre ai fattori macroeconomici, ci sono anche segnali tecnici da tenere d’occhio. Per esempio, il titolo di Strategy, un grande holder di bitcoin, mostra un classico pattern testa e spalle ribassista. La recente rottura sotto la linea di supporto fa pensare a possibili ulteriori cali per il titolo, cosa che può influenzare il sentiment più ampio del mercato. Questo si inserisce in un indebolimento più generale della domanda di digital asset treasury, come mostrato anche dal recente rallentamento degli acquisti istituzionali di bitcoin.

In più, contano anche la volatilità e i movimenti dei titoli legati all’AI a Wall Street e gli sviluppi sugli ETF su bitcoin. La combinazione di dati macroeconomici, pattern tecnici e movimenti settoriali può essere decisiva per la direzione di bitcoin e degli strumenti di investimento collegati nelle prossime settimane.

Per gli investitori crypto europei

Per gli investitori crypto europei è importante seguire da vicino i dati sull’inflazione americana e la politica della Fed, visto che questi fattori hanno un impatto globale sul mercato crypto. Il possibile rimbalzo dopo un dato sull’inflazione più basso può offrire opportunità, mentre i segnali tecnici e la volatilità di mercato invitano alla prudenza. Monitorare questi sviluppi può aiutare a capire meglio il profilo rischio-rendimento di bitcoin e degli investimenti collegati in Europa.


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