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Bitcoin tiene i $64.000 nonostante tassi più alti e petrolio in rialzo

Tassi americani più alti e petrolio più caro stanno pesando sul sentiment di rischio, ma Bitcoin resta sopra i $64.000. I trader guardano a una possibile domanda ETF e alla soglia dei $64.500.

Bitcoin tiene i $64.000 nonostante tassi più alti e petrolio in rialzo

In breve

  • Bitcoin è rimasto martedì intorno a $64.100 e ha chiuso circa l'1% in più, nonostante un sentiment di rischio più debole sui mercati più ampi.
  • Rendimenti obbligazionari più alti e petrolio più caro hanno pesato sul sentiment, mentre il rendimento del Treasury USA a 30 anni è salito al 5,33%.
  • Bitcoin è rimasto sopra i $64.000 e ha fatto meglio delle azioni, mentre i trader guardavano a una rottura sopra i $64.500.

Bitcoin ha tenuto martedì intorno a $64.100 (€55.300) e ha segnato così un rialzo giornaliero dell'1%, nonostante un sentiment di rischio chiaramente più debole sui mercati più ampi. La moneta è rimasta sopra i $64.000 (€55.200) mentre tassi obbligazionari più alti e petrolio più caro frenavano ulteriormente l'appetito per gli asset rischiosi.

Tassi e petrolio pesano sul sentiment

La pressione arriva soprattutto dal lato macro. Il rendimento del Treasury a 30 anni americano è salito al 5,33%, il livello più alto dal 2007, mentre gli investitori chiedono un compenso maggiore per finanziare governi molto indebitati e per coprirsi contro un'inflazione ostinata. Allo stesso tempo, il Brent è salito sopra i $91 (€78) al barile, anche per l'escalation nel conflitto USA-Iran. I futures dell'S&P 500 sono scesi dello 0,5% e si avviavano verso la terza seduta negativa consecutiva.

Questa combinazione colpisce anche il crypto. Prezzi del petrolio più alti possono alimentare le aspettative di inflazione, che a loro volta si riflettono su tassi e costi di finanziamento. Per Bitcoin questo significa un vento contrario in più, perché la moneta viene ancora scambiata nello stesso risk complex di azioni e altri asset legati alla crescita.

Bitcoin resta relativamente solido

La cosa interessante è che, nonostante tutto, Bitcoin è rimasto in verde nella giornata e anche su base settimanale era ancora sopra la pari. Questo contrasta con la debolezza delle azioni e si inserisce nell'idea che ci sia di nuovo domanda dal fronte ETF sul mercato, senza però che si possa trarre subito una conclusione netta. Gli afflussi ETF avevano già aiutato la moneta a restare sopra i $63.000 (€54.300), mentre le vendite istituzionali si erano trasformate in interesse all'acquisto. Ether è rimasto intorno a $1.893 (€1.630) e il resto delle principali monete si è mosso poco.

Hyperliquid è stato il rialzo più evidente della settimana, con un aumento dell'8,3%. Per chi segue il crypto in Europa, il punto più rilevante è che Bitcoin, in un contesto macro teso, sembra per ora comportarsi in modo più indipendente rispetto ai mercati tradizionali del rischio, anche se questa forza relativa resta fragile finché tassi e petrolio continuano a salire.

Su cosa guardano i trader

Una rottura sopra i $64.500 (€55.600) rafforzerebbe il segnale che nuovi compratori stanno assorbendo la pressione macro. Sul lato opposto, un ulteriore aumento del petrolio verso i $100 (€86) e tassi in salita potrebbero mettere rapidamente alla prova questa tenuta. Per ora, quindi, Bitcoin resta in un intervallo stretto, ma con più resistenza di molti altri asset rischiosi.


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