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Bitcoin tiene duro dopo lo shock dello yen e l’intervento del Giappone

Il rapido recupero dello yen mette di nuovo alla prova il carry trade, ma Bitcoin è rimasto sopra i $79.000. Questo suggerisce un impatto diretto meno forte rispetto allo shock del 2024.

Bitcoin tiene duro dopo lo shock dello yen e l’intervento del Giappone

In breve

  • Bitcoin è rimasto sopra i $79.000 dopo che lo yen è risalito da 160,39 a 154,50 per dollaro in tre giorni di trading.
  • Nell’agosto 2024 un rialzo simile dello yen portò a ridurre il finanziamento a basso costo in yen e a forti vendite nel crypto.
  • In agosto il Giappone ha speso quasi $100 miliardi per sostenere lo yen, mentre le riserve estere sono scese di $94,6 miliardi.

Bitcoin ha retto al recente shock dello yen, che due anni fa aveva avuto un forte impatto sul mercato crypto. La valuta giapponese è risalita in tre giorni di trading da 160,39 a 154,50 per dollaro, mentre Bitcoin è rimasto sopra i $79.000 (€68.000). Questo rende il movimento attuale un test importante per gli investitori che restano sensibili a un improvviso cambio di direzione dello yen.

Lo yen si muove rapidamente

In agosto il Giappone ha speso quasi $100 miliardi (€86 miliardi) per sostenere lo yen, ma la valuta non era ancora tornata a 154 per dollaro. In seguito i trader hanno comunque spinto il cambio fino a quel livello. Lo yen è così salito del 3,7% in tre sedute, senza che arrivasse un nuovo intervento confermato da Tokyo.

La velocità di questo movimento è rilevante per il mercato crypto. Nell’agosto 2024 un aumento simile dello yen spinse gli investitori a chiudere il finanziamento a basso costo in yen e a vendere posizioni rischiose. Allora Bitcoin ed Ethereum scesero fino al 20%.

Bitcoin resta sopra i $79.000 (€68.000)

Questa volta Bitcoin è rimasto sopra i $79.000 (€68.000), vicino al livello più alto da maggio. Il mercato quindi si discosta chiaramente dal pattern del 2024, quando lo shock dello yen si fece sentire molto più duramente nel crypto. Il prezzo di Bitcoin ha quindi tenuto mentre il mercato valutario si muoveva in modo deciso.

Conta anche il tempismo. L’avvertimento su un rapido movimento dello yen era già sul tavolo quando la valuta era ancora intorno a 159,75 per dollaro. Questo rende il recente calo a 154,50 ancora più rilevante per gli investitori crypto che seguono i carry trade e una riduzione improvvisa del rischio.

Il Giappone ha meno margine

Il Giappone ha anche comunicato quanto sia costato il primo intervento. Le riserve estere sono scese in agosto di $94,6 miliardi (€81,4 miliardi) a $995 miliardi (€856 miliardi). Solo i titoli esteri sono diminuiti di $87,8 miliardi, il che suggerisce che Tokyo abbia venduto titoli di Stato americani a breve scadenza per difendere lo yen.

Questo potrebbe rendere più difficile ripetere la stessa strategia. Un economista giapponese aveva già osservato che c’è ancora spazio per intervenire, ma che ulteriori vendite di Treasury americani potrebbero attirare pressioni politiche dagli Stati Uniti. Allo stesso tempo, la Bank of Japan resta con un tasso di riferimento dell’1%, quindi indietro rispetto ad altre grandi economie, e questo mantiene la pressione sullo yen e sulla dinamica del carry trade.

Per chi segue il crypto in Europa, questo è rilevante soprattutto perché i movimenti valutari fuori dal mercato crypto a volte si riflettono rapidamente su Bitcoin e sulle principali altcoin. Se lo yen dovesse muoversi di nuovo in modo brusco, potrebbe influenzare ancora una volta il modo in cui gli investitori riducono il rischio o restano esposti, senza che serva subito una notizia specifica sul crypto.

Anche l’azione recente dei prezzi si inserisce in questo quadro più ampio: Bitcoin ha tenuto i $79.000 mentre salivano le probabilità sulla Fed, il che mostra che i fattori macro possono ancora guidare rapidamente il prezzo.


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