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Bitcoin resta stabile mentre oro e argento bruciano 700 miliardi di dollari

Mentre oro e argento hanno perso terreno per effetto del dollaro forte e delle aspettative sui tassi, Bitcoin ha tenuto intorno a $64,000. Anche i flussi degli ETF indicano una rotazione rapida tra beni rifugio e crypto.

Bitcoin resta stabile mentre oro e argento bruciano 700 miliardi di dollari

In breve

  • Oro e argento hanno perso insieme circa $700 miliardi di valore di mercato e sono scesi sotto rispettivamente $4,000 e $55.50.
  • Bitcoin è rimasto stabile intorno a $64,000 e ha segnato circa il 4% in più su base settimanale.
  • I flussi degli ETF mostrano una rotazione fuori dall'oro, con un deflusso di $14.4 miliardi da SPDR Gold Shares dal 1 marzo.

Oro e argento hanno bruciato in una sola seduta circa $700 miliardi (€610 miliardi) di capitalizzazione complessiva, mentre Bitcoin si è mosso intorno a $64,000 (€55,800). Il confronto mette in evidenza una tenuta piuttosto solida di BTC rispetto a due asset rifugio tradizionali, in una fase in cui il mercato crypto resta sensibile a pressione macro, dollaro forte e aspettative sui tassi.

Oro e argento sotto pressione

L'oro è scivolato sotto i $4,000 (€3,490), mentre l'argento è tornato sotto quota $55.50 (€48), ai minimi da circa sette mesi. A pesare su entrambi sono soprattutto il rafforzamento del dollaro e l'aumento delle attese per nuovi rialzi dei tassi da parte della Federal Reserve. Secondo il mercato, il ribasso ha comportato una perdita di circa $485 miliardi per l'oro e di altri $100 miliardi (€87.2 miliardi) per l'argento.

La pressione sulle quotazioni si è intensificata dopo che l'Iran ha minacciato di chiudere lo stretto di Bab el-Mandeb, un passaggio strategico per il commercio globale. In teoria, una tensione geopolitica di questo tipo dovrebbe sostenere la domanda di oro, ma questa volta gli investitori hanno continuato a vendere. Anche i listini azionari statunitensi hanno risentito del movimento.

Bitcoin tiene meglio

Giovedì Bitcoin viaggiava intorno a $64,650 (€56,400), pari a circa il 4% in più su base settimanale. La criptovaluta sta consolidando dopo una fase in cui BTC, stando ai dati di mercato, aveva toccato livelli record di oversold rispetto all'oro. Questa debolezza relativa rispetto all'oro rende ancora più interessante la recente stabilizzazione. Allo stesso tempo, però, resta evidente che Bitcoin non si comporta come un bene rifugio puro: già a inizio anno si è mosso insieme allo stress macro più ampio, proprio come altri asset rischiosi.

Daniela Hathorn, senior market analyst di Capital.com, ha spiegato che Bitcoin sta assorbendo la volatilità recente nella fascia tra $64,000 (€55,800) e $65,000 (€56,700). Nella sua lettura tecnica, $63,000 (€54,900) e $64,000 (€55,800) restano livelli di supporto importanti, mentre $65,500 (€57,100) e $66,000 (€57,600) rappresentano la prima resistenza significativa. Per gli investitori crypto europei è un segnale da seguire con attenzione, perché Bitcoin viene sempre più trattato come un macro-asset che reagisce a tassi, dollaro e ETF flows, non solo alle notizie del settore.

I flussi degli ETF cambiano il quadro

La rotazione fuori dall'oro emerge chiaramente anche dai flussi sui fondi. SPDR Gold Shares ha registrato deflussi per $14.4 miliardi (€12.6 miliardi) dal 1 marzo, più dei $9.6 miliardi (€8.4 miliardi) ritirati da tutti gli spot Bitcoin ETF da ottobre. Il dato mostra quanto rapidamente il capitale possa spostarsi da un comparto all'altro quando la liquidità si fa più tesa.

Il fenomeno non riguarda solo i mercati quotati. Antalpha, lender quotato al Nasdaq con legami con Bitmain, società attiva nel Bitcoin mining, detiene oro tramite Tether Gold, un token garantito da lingotti fisici custoditi in caveau svizzeri. Proprio per questo i movimenti della sua esposizione sono tracciabili on-chain, rendendo ancora più visibile al mercato il ridimensionamento della posizione sull'oro.


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