Bitcoin resta bloccato tra 82.000 e 85.000 dollari
Gli spot ETF statunitensi hanno visto un deflusso netto dopo nove giorni di afflussi, mentre i timori macro e le vendite di obbligazioni continuano a mettere sotto pressione il prezzo di BTC.

In breve
- Bitcoin si muove da più di una settimana tra 82.000 e 85.000 dollari, nonostante una breve rottura sopra 85.000 dollari dopo dati sull’inflazione statunitense più deboli.
- Gli spot ETF statunitensi hanno registrato mercoledì un deflusso netto di 148,7 milioni di dollari, dopo nove giorni con 3,08 miliardi di dollari complessivi in afflussi.
- Fuori da Bitcoin, il mercato è rimasto misto, mentre Stacks è salito del 25% e altri token più piccoli come LIT, JST ed ENA hanno guadagnato più del 5%.
Bitcoin inizia il nuovo trimestre ancora nella stessa fascia tra 82.000 dollari (€72.200) e 85.000 dollari (€74.900). Il prezzo è quindi rimasto bloccato per più di una settimana in un andamento irregolare, nonostante una breve rottura sopra 85.000 dollari (€74.900) mercoledì dopo dati sull’inflazione statunitense più deboli.
Il flusso degli ETF cambia direzione
Quel rialzo non ha retto. Gli spot ETF statunitensi hanno segnato mercoledì un deflusso netto di 148,7 milioni di dollari (€131 milioni), chiudendo una serie di nove giorni di afflussi. In quel periodo, secondo SoSoValue, sono confluiti nei fondi in totale 3,08 miliardi di dollari (€2,7 miliardi), la più grande serie di afflussi di quest’anno in termini di valore in dollari.
Secondo gli analisti di Bitfinex, quel flusso stava già rallentando prima di invertirsi. Gli afflussi giornalieri hanno toccato un picco di circa 1 miliardo di dollari (€0,9 miliardi) il 21 settembre e poi sono scesi gradualmente. Gli analisti sostengono che il ritmo di questi afflussi debba aumentare per spingere il prezzo sopra l’overhead supply.
Anche il rapporto tra acquisti degli ETF e nuova offerta di BTC è cambiato in modo evidente. Il Bitfinex Absorption-to-Emission Ratio è sceso da 25,6x il 21 settembre a 1,8x il 29 settembre. Secondo gli analisti, assorbire l’offerta in pareggio tra 84.000 dollari (€74.000) e 86.500 dollari (€76.200) richiede un recupero verso 5,0x, che equivale a circa 190 milioni di dollari (€167 milioni) al giorno.
La macro continua a pesare
Il movimento di Bitcoin si è inserito in un mercato che guarda con attenzione a inflazione, tassi e liquidità. La Federal Reserve ha alzato il 16 settembre il tasso di riferimento di 25 punti base, portandolo al 3,75% - 4,00%, e da allora gli investitori seguono ancora più da vicino l’evoluzione dei dati macro e dei mercati obbligazionari.
Alex Kuptsikevich, analista capo di FxPro, ha definito preoccupante la continua vendita di obbligazioni e ha avvertito che il nervosismo nei mercati tradizionali può a volte trasferirsi rapidamente anche sulle crypto. Allo stesso tempo, ha detto che è impossibile prevedere con precisione quando il mercato passa dalla cautela al panico.
All’inizio di questa settimana, un dato sull’inflazione statunitense più debole aveva ancora spinto Bitcoin in una breve rottura sopra 85.000 dollari (€74.900), ma quella reazione si è rivelata quindi di breve durata.
Trading selettivo sulle altcoin
Fuori da Bitcoin, il quadro resta misto. Il CoinDesk DeFi Select Index è stato l’unico a salire dell’1% in 24 ore, mentre il Computing Select e il CoinDesk 80 Index sono saliti rispettivamente dello 0,3% e dello 0,2%. Il resto del mercato è rimasto leggermente in rosso.
A livello di token, però, alcuni nomi più piccoli si sono messi in evidenza. Stacks, il token Bitcoin Layer 2 STX, è salito del 25% in 24 ore. Anche LIT, JST ed ENA hanno guadagnato più del 5%. Questo mostra che per ora l’interesse nel mercato crypto resta selettivo, con una chiara preferenza per singole storie invece che per una forza d’acquisto diffusa.