Finst

BitMEX citata in giudizio per 623 bitcoin a ridosso della chiusura

BKX Services e David Namdar chiedono un risarcimento a New York e accusano BitMEX e i fondatori di manipolazione nelle liquidazioni. La causa si aggiunge ai precedenti accordi con CFTC e FinCEN e alla chiusura prevista a settembre.

BitMEX citata in giudizio per 623 bitcoin a ridosso della chiusura

In breve

  • BitMEX è stata citata in giudizio negli USA per presunto furto di bitcoin e insider trading, proprio nel giorno in cui ha annunciato la chiusura.
  • BKX Services e David Namdar sostengono di aver perso insieme 622,66 BTC per liquidazioni forzate, per un valore di circa 40,7 milioni di dollari.
  • La exchange aveva già chiuso i conti con le autorità di vigilanza e chiuderà il 23 settembre, dopo 11 anni di attività.

BitMEX torna al centro dell’attenzione. La crypto exchange, conosciuta per aver introdotto il perpetual swap, è finita in tribunale negli Stati Uniti con accuse di presunto furto di bitcoin e insider trading, proprio nello stesso giorno in cui ha annunciato che avrebbe chiuso entro tre mesi.

La causa è stata depositata dall’ex progetto di tokenization BKX Services e da David Namdar presso il tribunale del Southern District of New York. I due sostengono di aver perso complessivamente 622,66 BTC, pari a circa $40.7 milioni (€35.7 milioni). Secondo la denuncia, BKX Services avrebbe subito perdite per almeno 305,81 BTC, mentre Namdar avrebbe perso più di 316,85 BTC a causa di liquidazioni forzate.

Accuse sulle liquidazioni

Secondo i querelanti, BitMEX e i cofondatori Arthur Hayes, Ben Delo e Samuel Reed avrebbero costruito un meccanismo per trattenere il collateral dei clienti e convogliare il bitcoin residuo verso il fondo assicurativo della piattaforma. Nella denuncia si legge anche che un desk di trading interno avrebbe avuto accesso ai dati riservati dei clienti e avrebbe potuto continuare a operare durante i freeze dei server, mentre gli altri utenti non riuscivano a chiudere le proprie posizioni.

BitMEX consentiva ai trader di prendere in prestito fino a 100 volte il proprio collateral per ampliare le posizioni. Stando alla denuncia, le posizioni di BKX e Namdar sarebbero state liquidate quando il loro collateral valeva ancora circa il doppio delle perdite. I querelanti chiedono sia danni compensativi sia punitivi e vogliono che il giudice autorizzi il caso come class action.

Pressione legale già in passato

La nuova causa si inserisce in una lunga serie di problemi legali per BitMEX. La exchange era già stata citata in giudizio dalla CFTC nel 2020 per aver gestito una piattaforma di trading non registrata e per aver violato diverse regole, tra cui l’assenza di procedure obbligatorie antiriciclaggio. Nel 2021 è arrivato un accordo da $100 milioni (€87.8 milioni) con CFTC e FinCEN, mentre nel luglio 2024 BitMEX ha ammesso una violazione del Bank Secrecy Act con una multa aggiuntiva da $100 milioni (€87.8 milioni).

Per questo la chiusura annunciata pesa ancora di più. Il 23 luglio BitMEX ha comunicato che avrebbe abbassato la saracinesca il 23 settembre, dopo 11 anni di attività. La decisione è arrivata dopo una revisione strategica della società madre HDR Global Trading e un più ampio cambio ai vertici, con l’uscita il mese scorso di CEO, CFO e head of growth.

La chiusura fa parte di una ristrutturazione più ampia della piattaforma. In un altro articolo era già emerso che BitMEX chiude dopo 11 anni e stringe sui prelievi, con gli utenti chiamati a ridurre le posizioni e a ritirare i fondi in vista della fase di wind-down.

Perché conta

Per chi segue il settore crypto in Europa, questa vicenda mostra come le vecchie piattaforme di derivati continuino a essere giudicate per il modo in cui hanno costruito il proprio mercato e per la compliance. BitMEX ha lanciato nel 2016 il primo perpetual swap, un prodotto che oggi è diventato uno standard nel mercato crypto. Allo stesso tempo, la combinazione tra class action, procedimenti con le autorità e chiusura programmata mette in evidenza quanto i rischi legali e operativi possano pesare su una società crypto.


Avvertenza: Questo contenuto ha esclusivamente scopo informativo e non costituisce consulenza finanziaria, di investimento, legale o fiscale. Le informazioni fornite possono essere incomplete, inesatte o non aggiornate e non devono essere considerate come riferimento decisionale. Nulla su questo sito web deve essere considerato una raccomandazione ad acquistare, vendere o detenere criptovalute. Investire in cripto-asset comporta rischio di perdita.