Blumenthal indaga sui pagamenti di Tether alla società di Bo Hines
Il Senato vuole chiarezza sui pagamenti a Nxum mentre Bo Hines ha contribuito a definire l’espansione di Tether negli Stati Uniti e USAT. La questione tocca anche la legge GENIUS e la supervisione sulle stablecoin.

In breve
- Il senatore Richard Blumenthal sta indagando sui pagamenti di Tether a Nxum, la società di consulenza di Bo Hines.
- Blumenthal definisce potenzialmente problematico, dal punto di vista etico e legale, il rapporto tra Tether e Nxum.
- L’indagine rientra in una più ampia pressione politica su Tether legata a sanzioni, norme antiriciclaggio e legislazione crypto.
Il senatore americano Richard Blumenthal ha aperto una nuova indagine su Tether. Questa volta il focus è sui pagamenti che, secondo quanto riportato, l’azienda avrebbe fatto a Nxum, la società di consulenza di Bo Hines. In precedenza Hines è stato consigliere crypto alla Casa Bianca e ora guida la divisione americana di Tether.
Domande sui pagamenti
Blumenthal, il principale democratico nella commissione d’inchiesta del Senato, giovedì ha inviato lettere sia a Tether sia a Nxum. Vuole chiarimenti sugli accordi commerciali tra la società di stablecoin e la società fondata da Hines insieme a suo padre e a un altro partner.
Nella sua lettera al CEO di Tether Paolo Ardoino, Blumenthal ha scritto che la struttura e la natura della collaborazione sollevano “preoccupazioni etiche e legali allarmanti”. Sostiene che Tether potrebbe aver saputo che pagare un attuale funzionario della Casa Bianca fosse problematico, proprio perché quella persona aveva un ruolo diretto nella legislazione crypto importante per l’azienda.
Il Wall Street Journal ha riportato la scorsa settimana che Nxum aveva ricevuto pagamenti consistenti per attività di consulenza per Tether, mentre Hines stava ancora contribuendo a definire la politica crypto del presidente Donald Trump e della sua amministrazione. Blumenthal ha chiesto dettagli su quegli accordi.
Tether è spesso sotto attacco
Non è la prima volta che Blumenthal punta il dito contro Tether. In precedenza aveva già pubblicato un rapporto sui legami finanziari dell’azienda con l’Iran. A ottobre ha ampliato la sua attenzione ai partner finanziari americani di Tether, tra cui Cantor Fitzgerald, e ha chiesto documenti sul rapporto e sul rispetto delle sanzioni e delle norme antiriciclaggio.
Questo focus più ampio mostra che Tether è sempre più spesso un bersaglio politico per regolatori e politici americani. È rilevante anche per chi segue il settore crypto in Europa, perché le stablecoin come USDT giocano un ruolo importante nei flussi di trading e nel dibattito su supervisione, compliance e limiti della collaborazione tra crypto e operatori finanziari tradizionali.
La pressione politica su Tether aumenta
Di recente Blumenthal ha anche sollevato domande su attività crypto legate a Trump, tra cui la sua memecoin, World Liberty Financial e il ruolo di Binance. Tether aveva già risposto in modo critico alla sua indagine, dicendo che il senatore avrebbe ignorato informazioni importanti e condiviso il suo rapporto con la stampa prima che l’azienda potesse rispondere.
Il contesto politico potrebbe restare importante per Tether, soprattutto ora che l’azienda sta ampliando ulteriormente la sua presenza negli Stati Uniti. Secondo il contesto fornito, Hines ha lavorato da agosto 2025 come consulente strategico per Tether e ha aiutato l’espansione americana, mentre l’azienda ha anche annunciato USAT, una stablecoin per il mercato statunitense che dovrebbe allinearsi alla legge GENIUS sugli asset digitali.