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Brale lancia ION Protocol per la liquidità delle stablecoin

ION Protocol punta a semplificare il trasferimento di stablecoin custom tra blockchain, senza dover prefinanziare liquidity pool su ogni rete. Brale debutta con partner come Monad, Rain e Coinflow.

Brale lancia ION Protocol per la liquidità delle stablecoin

In breve

  • Brale lancia ION Protocol per rendere più efficiente il trasferimento di stablecoin custom tra blockchain.
  • Il protocollo adotta un modello burn-and-mint, invece di liquidity pool prefinanziati su ogni chain.
  • ION debutta su testnet con partner come Monad, Rain, Coinflow, Turnkey, Etherfuse, Spark e Canton.

L’azienda che sviluppa infrastrutture per stablecoin Brale ha presentato un nuovo protocollo di interoperabilità che, secondo il gruppo, vuole affrontare uno dei problemi più evidenti del settore: trasferire in modo più semplice un numero sempre maggiore di stablecoin custom tra blockchain. Il lancio arriva mentre il mercato delle stablecoin continua a espandersi e cresce anche il bisogno di soluzioni cross-chain più efficienti.

Come funziona ION

Il nuovo sistema si chiama ION Protocol e consente alle stablecoin aderenti di spostarsi da una blockchain all’altra tramite il burn dei token su una rete e il mint di un importo equivalente su un’altra. In questo modo si distingue da molti bridge tradizionali, che invece richiedono liquidity pool prefinanziati su ciascuna chain supportata.

Secondo Brale, questo modello sta diventando sempre più complicato da scalare, soprattutto perché aumentano gli emittenti che lanciano una propria stablecoin. L’azienda sostiene che banche, fintech, società crypto e asset manager stiano introducendo con sempre più frequenza token brandizzati per pagamenti, settlement e asset tokenizzati.

In un’intervista, il CEO Ben Milne ha spiegato che la liquidità tra i diversi programmi di stablecoin rappresenta il principale ostacolo alla scalabilità delle stablecoin bespoke. A suo avviso, il capitale disponibile non basta per mantenere pool profondi per ogni stablecoin su ogni blockchain. Per questo ION adotta un approccio burn-and-mint simile al Cross-Chain Transfer Protocol di Circle, ma pensato per funzionare meglio in un contesto con più emittenti.

Perché è importante

Il momento scelto per il lancio è significativo. Il mercato delle stablecoin vale ormai circa $300 miliardi (€264 miliardi), mentre CoinGecko monitora già oltre 350 stablecoin. Allo stesso tempo, i precedenti attacchi ai bridge ricordano che l’infrastruttura cross-chain non riguarda solo la liquidità, ma anche la sicurezza. Brale inserisce quindi ION in un segmento in cui scalabilità e protezione stanno diventando temi sempre più intrecciati.

Per chi segue il settore crypto in Europa, il tema è rilevante perché le stablecoin non sono più soltanto uno strumento di trading, ma vengono usate sempre più spesso anche per pagamenti, settlement e asset tokenizzati. Se il numero di emittenti continuerà a crescere, anche la richiesta di standard comuni e interoperabilità potrebbe aumentare ancora. Il quadro si inserisce nel più ampio passaggio verso il cash digitale, in cui le stablecoin vengono impiegate sempre più spesso per pagamenti e mercati dei capitali, non solo per il trading.

Lancio con partner

ION Protocol debutta con partner come Monad, Rain, Coinflow, Turnkey, Etherfuse, Spark e Canton. La prima fase è attiva su testnet, mentre in seguito è previsto un rollout più ampio. Con questa iniziativa, Brale punta a costruire uno strato infrastrutturale capace di ridurre la frammentazione delle stablecoin senza dover prefinanziare interamente ogni rete in modo separato.


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