Cardano sale, ma i ricavi DeFi continuano a crollare
ADA quota più in alto, ma su Cardano le fee delle app e l’attività DeFi calano nettamente. La scarsa liquidità in stablecoin continua a frenare lending e trading sulla rete.

In breve
- ADA è circa il 3,6% sopra rispetto a un mese fa, mentre le fee a livello di app nello stesso periodo sono scese del 67,1%.
- Cardano continua a processare tra 150.000 e 180.000 transazioni a settimana, ma gran parte dell’attività è fatta di trasferimenti, staking e swap raggruppati.
- La riserva di stablecoin di Cardano è intorno a $59 milioni, quindi resta poca liquidità disponibile per lending, trading e altre applicazioni DeFi.
Cardano sta mostrando una divergenza sempre più netta tra andamento del prezzo e utilizzo della rete. ADA vale più di un mese fa, ma il comparto DeFi costruito sopra la chain sta perdendo slancio in fretta. Le app-level fees, cioè i ricavi effettivi generati dai protocolli DeFi, sono diminuite del 67,1% negli ultimi 30 giorni, mentre il prezzo di Cardano è salito di circa il 3,6%.
Prezzo e utilizzo si muovono in direzioni opposte
ADA scambia intorno a $0,167 (€0.15) e resta al 18° posto per capitalizzazione di mercato, con una market cap di circa $6.2 miliardi (€5.4 miliardi). A livello di prezzo il mese appare abbastanza tranquillo, ma guardando i dati on-chain il quadro è decisamente meno solido.
Nello stesso periodo, le gas fee della chain sono scese del 35,7%. Il calo ancora più marcato dei ricavi delle app suggerisce che non si tratta solo di utenti che pagano meno sulla base layer, ma anche di un’attività più debole all’interno delle stesse app DeFi. Il tutto si inserisce in una fase di contrazione più ampia per l’ecosistema Cardano, dove depositi e volumi di trading sono diminuiti nel 2026.
L’attività non basta a trattenere valore
I dati on-chain indicano che Cardano continua a elaborare tra 150.000 e 180.000 transazioni a settimana. A inizio giugno, però, il numero è salito temporaneamente di circa il 50% fino a 271.000, spinto soprattutto da un’ondata di swap DEX su Minswap, WingRiders e SundaeSwap.
Detto questo, il volume di transazioni da solo non racconta tutta la storia della DeFi. Una parte consistente di quell’attività è composta da semplici trasferimenti, staking e ordini di swap aggregati. Anche nel pieno del picco di giugno, la total value locked di Minswap è scesa di circa il 22% in un mese, secondo DefiLlama. In altre parole, la chain era più trafficata, ma il capitale non rimaneva bloccato lì.
La liquidità resta il vero problema
Il nodo principale è proprio la liquidità. La riserva di stablecoin di Cardano è intorno a $59 milioni (€51.6 milioni), mentre il totale bloccato nella DeFi della chain è di circa $73 milioni (€63.9 milioni). Questo lascia pochissimo capitale in dollari realmente disponibile per lending, trading e altre applicazioni DeFi.
Per capire la distanza, basta guardare ad altri ecosistemi: su Solana circolano circa $15.4 miliardi in stablecoin contro circa $5.0 miliardi (€4.4 miliardi) bloccati in DeFi. Tron supera persino i $89 miliardi (€77.9 miliardi) in stablecoin. La base molto più piccola di Cardano rende complicato costruire un mercato profondo, anche con iniziative come Djed.
Per chi segue il mercato crypto in Europa, il punto è chiaro: un token che sale non significa automaticamente che la rete stia migliorando anche sul piano economico. Nel caso di Cardano, la combinazione tra scarsa liquidità in stablecoin e ricavi delle app in calo suggerisce che l’attività DeFi resti fragile, anche se ADA recupera terreno per un periodo. In una fase precedente, Cardano aveva provato a rafforzare questa base con nuovi interventi su scalabilità e rete, come il testnet Leios.