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Discussione sulla sezione 604 del CLARITY Act e le conseguenze per il contrasto alla tratta di esseri umani

La sezione 604 dovrebbe proteggere gli sviluppatori blockchain, ma i critici temono che il testo renda più difficile l’attività investigativa nei casi di tratta di esseri umani. L’esito potrebbe anche dare una direzione alla regolamentazione crypto europea.

Discussione sulla sezione 604 del CLARITY Act e le conseguenze per il contrasto alla tratta di esseri umani

In breve

  • La sezione 604 del CLARITY Act dovrebbe evitare che gli sviluppatori blockchain vengano trattati come società di trasmissione di denaro.
  • Secondo i critici, però, la norma potrebbe essere sfruttata dai criminali per complicare i procedimenti legati alla tratta di esseri umani.
  • I sostenitori ribattono che la trasparenza delle transazioni su blockchain pubbliche può aiutare a far emergere i reati finanziari.

Il dibattito sulla sezione 604 del CLARITY Act si concentra su un punto molto semplice: i legislatori devono scrivere regole pensate per la tecnologia di oggi o per gli abusi che potrebbero arrivare domani? Per chi critica il testo, la norma nata per proteggere gli sviluppatori blockchain dalla qualifica di società di trasmissione di denaro rischia invece di rendere più debole l’applicazione delle leggi contro la tratta di esseri umani.

Rischi della sezione 604 per l’applicazione delle leggi

Secondo Boller Gosewisch, attivista contro la tratta di esseri umani, criminali esperti potrebbero usare la sezione 604 per creare un ragionevole dubbio nei procedimenti penali, anche se questo non sarebbe certo l’obiettivo dei legislatori. Pur non essendo un’avvocata, sostiene che il Congresso debba considerare in anticipo come i malintenzionati potrebbero piegare il testo della legge in futuro. Per spiegare il suo punto, richiama il caso delle cause civili contro gli hotel, dove può esistere un dovere di diligenza più ampio anche senza un coinvolgimento diretto in condotte penalmente rilevanti.

Blockchain e forze dell’ordine

Dall’altra parte del dibattito, Rettig osserva che proprio la trasparenza della blockchain rappresenta un vantaggio per le forze dell’ordine. Le transazioni registrate su ledger pubblici sono spesso tracciabili e questo può aiutare a seguire il flusso di denaro nei casi di tratta di esseri umani. Il punto, quindi, è il solito equilibrio tra spinta all’innovazione nel settore crypto e necessità di strumenti efficaci contro le attività illegali.

L’esito di questa discussione potrebbe incidere sia sul quadro legale degli sviluppatori blockchain sia sull’efficacia delle indagini sui reati legati alle crypto. Su un aspetto, però, le posizioni sembrano convergere: serve ancora un’applicazione più severa delle leggi contro la tratta di esseri umani, con misure come il ripristino di un coordinatore federale per la tratta di esseri umani e un rafforzamento dei procedimenti per i reati finanziari collegati.

Rilevanza per gli sviluppi crypto europei

Anche se il confronto è in corso negli Stati Uniti, le sue conseguenze potrebbero pesare anche sui legislatori europei, che stanno valutando regole simili per blockchain e crypto. La tensione tra innovazione e sicurezza, infatti, non riguarda solo Washington: il modo in cui gli Stati Uniti proveranno a bilanciare questi due obiettivi potrebbe diventare un riferimento anche per le scelte politiche in Europa su crypto e tratta di esseri umani. A Washington, del resto, il tema della protezione degli sviluppatori è già sul tavolo da tempo; in un appello precedente, alcuni operatori del settore avevano avvertito che norme troppo rigide rischiano di trattare i costruttori open source come money transmitter e di frenare l’innovazione. Gli Stati Uniti devono proteggere gli sviluppatori per mantenere la leadership nelle crypto


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